Lonely is the world

giovedì 29 marzo 2012

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Cammino in mezzo a questa gente. Vedo un sacco di facce: facce amichevoli, facce stanche, facce simpatiche, facce annoiate. Non vedo la tua.
Continuo a camminare, sperando di poterti rivedere da un momento all'altro. Nel caso in cui tu apparissi non so cosa farei. Probabilmente scoppierei in un pianto liberatorio.
Sono stanco di queste facce. Sono stanco dei buoni consigli che mi circondano. Voglio solo vedere il tuo sorriso, voglio solo sentire la tua voce. Non ne posso più della mediocrità che mi circonda. Tu eri diversa da loro.
Ti chiamo. Non rispondi. Non ci sei.
Cerco tra queste facce. Cerco di accontentarmi e di trovare qualcosa che ti assomigli vagamente. Ma non c'è.
E tu non tornerai.

Sydney Carton

Grigio freddo

lunedì 19 marzo 2012

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Appoggiato con la testa alla finestra, guardo la pioggia battermi contro.... nudo e infreddolito, spogliato da un amore pienamente consapevole. Le acque grigie del fiume scorrono, riflettendo la poca luce che filtra dalle nuvole. La torre dell'orologio si intravede in lontananza... i fasti di questa città sono passati... sono lontano ma mi sento a casa... perché? Mi guardi pensierosa... cosa mai ti passerà per la testa?
In questo pomeriggio grigio e malinconico.... appoggio la mano sul vetro quasi a voler prendere le gocce che scivolano verso il basso. Mi giro poggiando le spalle al vetro... ora so, anche in questo silenzio, ciò che provo per te. Mi sento a casa perché ci sei tu. Sono tuo.

Robert Witman

Amore che non torna

giovedì 15 marzo 2012

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Non vedo oltre la carne
Non capisco se sono cieco
O se non c'è niente da vedere
Avevo visto, una volta
Ora non vedo più
Forse non aveva niente di speciale
Forse sono io che le ho attribuito qualità che non aveva
No, sono io che non vedo, che non so più amare
O forse vado cercando qualcosa che non esiste

Sydney Carton

Ursula Von Friedrich

mercoledì 14 marzo 2012

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lacquer su tela 150x100
i lineamenti morbidi del corpo
scendono come drappi lungo la schiena 
e si stendono delicati sui seni morbidi
nel buio più totale, dal sipario dei capelli
nessuna luce splende... non un volto
solo l'immaginazione morente

                                                               Robert Witman

Kill the rockstar

venerdì 9 marzo 2012

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La cosa più trasgressiva che puoi dire in Italia è che esiste il Paradiso. Cioè una cosa in linea con la cultura dominante.
Abbiamo nel nostro Paese uno stuolo di teste ben pensanti che vogliono cambiare le cose. Come è un mistero.
I ben pensanti dicono di volere il nuovo ma non fanno altro che continuare a proporre un vecchio modello che hanno tenuto come punto di riferimento di una vita. Vogliono ottenere risultati diversi facendo sempre la stessa cosa. Che è assurdo. E se ci pensate questo si rivela anche nei loro idoli, nelle loro rockstar.
Un tizio in giacca e cravatta che si serve di schemi logici semplici e battutine sarcastiche è l'idolo di una generazione. Un tipo sobrio, convenzionale e conformista. Un tipo che non ha idee per il futuro, mostra solo fatti passati. Una macchietta è la più grossa rockstar dell'Italia di oggi. Lo trovo abbastanza triste.
Le rockstar che amo sono espansive, espressive e anticonformiste. L'anticonformismo è la chiave di tutto. Se vuoi avere risultati diversi devi provare a fare cose diverse.
Se il tuo idolo è un tizio che non dice niente di nuovo, che semplicemente informazioni ed è il massimo del conformismo significa che le cose ti vanno bene come sono. Non che vuoi cambiarle.
Perché se quello che premiamo è il conformismo allora non cambierà mai nulla.
Folli che sostengono di avere visioni ultraterrene hanno tutto lo spazio possibile. Questo modello di vita fa schifo, c'è ingiustizia ad ogni angolo della strada. Però se speriamo che dopo la morte camperemo meglio tutto sarà più digeribile.
Tutto molto bello. I buoni che vengono premiati. Solo che potrebbe benissimo essere un inganno. E la cosa più logica da fare è cercare di creare qualcosa di nuovo adesso.
Ma l'anticonformismo è difficile da portare avanti. Il conformismo, per quanto possa essere mediocre, si basa su una certezza: il passato.
E allora continuiamo a glorificare un passato idealista dove, nella semplicità e nel tradizionalismo, non esistono problemi!
Condanniamo ogni sorta di idea nuova! Uccidiamo tutto quello che è diverso!
Abbiamo ucciso le nostre rockstar e glorificato tizi anonimi. È per questo che l'Italia fa schifo. Non perché si stava meglio quando si stava peggio.

Sydney Carton

La mia maschera

martedì 6 marzo 2012

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Questa mattina mi guardavo allo specchio. E no, non mi sono accorto di avere il naso storto.
Più semplicemente mi sono reso conto di tutte le bugie che ho detto fin'ora. Erano tutte lì, davanti ai miei occhi. Io ero lì, tranquillo, indossando una camicia azzurra, con un taglio di capelli normale e un sorriso apatico. Un bravo ragazzo perbene senza nessun grillo per la testa. Anzi diciamo pure senza niente in testa. Così come mi desiderano.
"Sono io questo?" mi chiedevo mentre guardavo quell'immagine. Lo specchio non mentiva, si limitava a mostrarmi la bugia che sono diventato.
Davvero sono riuscito a mentire così bene a me stesso e agli altri? Davvero se la sono bevuta?
Non è molto difficile a dire il vero. Basta essere qualunquisti. Basta dire che si stava meglio quando si stava peggio. Basta mantenere un profilo medio-basso. Basta non dire mai una parola di troppo. Ed ecco che il gioco è fatto!
Indossiamo le nostre maschere. Per mostrare di essere normali. E allo stesso tempo per diventare invisibili.
Dentro l'uniforme, con uno sguardo apatico. Presenti all'interno di una massa di bravi cittadini onesti. Assenti dalla realtà.
E mi guardavo allo specchio, conscio di aver perso tutto. Perché quando quello che vedi riflesso non sei tu, quando ti limiti a vivere una bugia, allora hai perso tutto.
Esisti ma è come se non esistessi. Sei insieme ad altra gente ma in realtà sei solo. Non c'è nulla.
Ed ormai mi sono stancato di fingere. Perché guardarsi allo specchio è provare schifo e pietà per se stessi è la cosa più terribile che si possa provare. Io voglio smettere di sembrare. Voglio essere e basta.
E il vostro specchio?

Sydney Carton

Andare oltre....

domenica 4 marzo 2012

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Ogni volta che fai un passo avanti e ti vorresti fermare a godere a pieno della novità, ti accorgi che in realtà stai male, perché soffri al desiderio di andare oltre con un altro passo. Non puoi fermarti. Ogni momento, ogni secondo della tua vita che passa sembra riportarti indietro.... Chi si ferma è perduto, chi non va oltre è una nullità.
                                                    Robert Witman

Elysabeth Madman

sabato 18 febbraio 2012

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Stanco, troppo stanco per scrivere...
il mio amore non corrisposto..
dove sarà cosa farà...
è triste non poterlo dire a nessuno
nel mio soggiorno
tutto solo
così dolce e timida
così sapiente e pensierosa
vulnerabile
sono confuso su cosa voglio,
voglio.. che parola... aspra e cattiva
sbronzo un'altra volta
riempio il bicchiere
wodka, solo
vedo le mie mani vecchie e stanche
segnate dal calore
tagliate dal freddo
cosa voglio?
Non mi piace
eppure la desidero
capriccio oppure desiderio
non so, liberatemi
salvatemi da me stesso...
solo così riesco ad essere sincero
allucinato
domani non ricorderò nulla
se non lei

                                          Robert Witman

Emily Moiarty

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Ti lascio splendere in tutta la tua luce sotto la mia ira
ti lascio bruciare sotto i colpi che ti infliggo
è strano come i tuoi gemiti provocano soddisfazione
e mentre strisci la mano sulle lenzuole rosse provo a soffocarti
non credo che durerà molto a lungo
la nostra insipida fine è molto vicina
come tutto cala nella notte e nell' alcool che abbiamo assunto
dici che non è giusto e tenti di confondere  
questa luce contorna il profilo del suo corpo
semplice nell'atteggiamento di non sapersi vulnerabile
è tutto così scontato
la rabbia cresce
non ti conosco
ti sei presentata da allucinata

                                            RobertWitman

Paint a new world

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Oggi è San Valentino ed io sono senza Amore. Senza un Amore corrisposto. Senza un Amore non corrisposto. Senza più l'illusione utopica che domani io possa provare dei sentimenti per una persona e che questi saranno ricambiati.
Senza più la capacita di amare senza interesse. Insomma privato.
Il mio mondo era a colori. Il mondo fuori era ed è grigio. Ma ora il cinismo ha contagiato anche me ed il mio mondo è nero. E finché non ritroverò la mia tavolozza di colori io non potrò più amare.
Perché quando puoi dipingere solo con il nero l'unica cosa che ti riesce bene è nasconderti. Nascondere i tuoi sentimenti, nascondere i tuoi pensieri e nascondere la tua presenza nel mondo.
Privato della mia essenza e vittima di me stesso, dunque. Il nero della pigrizia, il nero della timidezza, il nero del cinismo. Il nero di chi non ha speranza, il nero della privazione. Con quel nero ho dipinto e nascosto tutto il mio mondo. E neanche me ne rendevo conto.
E ti portano a pensare che non sei mai abbastanza per affrontare il grigiume che c'è fuori. Ma io non sarò mai abbastanza. Io sono una persona non un robot. E io non riesco più a vivere in questo cinismo in cui tutto mira ad un perfezionismo che è irraggiungibile. Questa non è vita.
Come si batte il cinismo? Come si ritrova il colore? Con la curiosità. Semplicemente dicendo "io non lo so". E poi cercando di scoprire quello che non si sa. O di crearlo.
Vi sento mentre dite che il mondo è questo, che la vita va in un certo modo e non ci si può fare nulla. Dio patria e famiglia, dite. Ma io penso che semplicemente dipingiate di nero il vostro mondo. In fondo è la cosa più semplice da fare. E invece fuori ci sono un sacco di possibilità da esplorare. E un sacco di diversità da esprimere.
La curiosità è la chiave per conoscere ed esprimere cose nuove. Se dici che le cose stanno sicuramente in un certo modo non ti devi sforzare troppo. Non devi esprimere te stesso, non devi esporti, non devi correre rischi. Nessuno ti dirà mai nulla, nessuno ti criticherà mai. Basta fare il proprio compitino. È la cosa più semplice da fare!
Ma è vita questa? Per me no.
Io ero curioso ma poi mi sono fermato. Perché mi dicevano che ho la testa sulle nuvole, che sono goffo, che il mondo va da un'altra parte. E altre cose di questo genere. Però se vedi la direzione in cui hanno portato il mondo oserei dire che l'indifferenza e il conformismo non sono poi così costruttivi come volevano farmi credere.
Quindi boh, penso che riprenderò ad esplorare l'umanità, la mia e quella degli altri. E a scrivere per dare un po' di colore al mondo. O qualcosa così.
Curiosità per riuscire a cogliere la bellezza delle cose. Curiosità per riuscire ad amare senza interesse. Curiosità per ritrovare il colore della vita.
Non so se serve al mondo. Di sicuro so che serve a me. Che è la cosa più importante.
                                                                                   
                                                                                      

Sydney Carton