Berlino

martedì 22 maggio 2012

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ho incontrato una ragazza 
le sue cadenze erano perfette
l'amore intorno a lei
seguendo il movimento del suo fondo schiena
mi sono perso
camminando per la strada
non esistevano stop ne precedenze
ho bisogno di soffocare..
dio non esiste! lei diceva
la mia fine sembra ormai lontana sui suoi fianchi
la sua pancia mi scalda
la sua pelle mi accompagna
dio non esiste! lei diceva
pieno di arie per la conquista
alzavo il bavero della mia giacca
la strada è lunga verso la metropolitana
dio non esiste! lei diceva
il coraggio di affermare
di essere consapevole della passione
di sentirmi vincitore tra i perdenti
dio non esiste! lei diceva

                                       Robert Witman

Brutto relativo

mercoledì 16 maggio 2012

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Non hai capito niente. Non ho capito niente. Cecità assoluta.
- Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più?
- Tu non mi hai mai visto, tesoro
- No, è che sei tipo bruttino
- Relativamente...
- In che senso?
- Tu vedi solo il brutto che c'è in me. Da qualche parte deve esserci qualcosa di bello...
O almeno questo è quello che speravo. Continuavo a guardarla, chiedendomi perché... A me piacciono le bionde. Io non piaccio alle bionde. Devo avere un debole per le donne che mi prendono a schifo, o qualcosa così...
- Allora, cosa stai facendo della tua vita? -mi chiese per rompere quell'imbarazzante silenzio
- Bevo e scrivo poesie mediocri... sperando di fare il botto...
- Non eri questo...
- No, non lo ero... l'unica cosa che è rimasta uguale è la mia bruttezza credo... ma tu non hai mai visto oltre questo
- Sei ingiusto
- Forse
Restammo in silenzio. L'avevo ferita. O forse no. Ma chi se ne frega, lei non si è fatta troppi scrupoli a spezzarmi il cuore... O forse no... Forse ci ha messo del tatto. In ogni caso il risultato è stato devastante.
- Perché non ci hai messo impegno... perché ti sei ridotto così?
- Continui a non vedere -risposi sorridendo- io non sono ridotto male... tu parli così perché non hai visto la mia follia...
- Follia?
- Ci ho tenuto troppo a te, quello che è successo mi ha consumato l'anima... sai anche i bruttoni ne hanno una...
- Piantala con questa storia della bruttezza...
- L'hai cominciata tu... io non mi vedo brutto... siete voi altre che non capite!
- Sicuro che la follia sia passata?
- Mh... No, credo di no... Ma questa non è follia... è qualcos'altro, tipo l'allegria delirante che ho perso per strada...
Restammo in silenzio per un attimo, poi scoppiammo a ridere entrambi.
- Ti ricordi quante risate ci siamo fatti?
- L'amore è così, oggi si ride insieme, domani si piange soli -rispose con uno sguardo malinconico
- Hai mai pianto per me?
- No, per te mai...
Risi... Di quelle risate che servono a mascherare una delusione cocente.
È così quando il tuo grande amore non è corrisposto. Ti nascondi dietro un sorriso riconoscibile per finto da chiunque. E crepi di invidia, perché quello che doveva essere il tuo amore è per un altro.
Ridi da solo. Piangi da solo. Nessuno ti caga.
Il fatto è che a te non frega un cazzo di niente e di nessuno.
L'hai divinizzata. Quello che dice è assoluto. Se lei ti dice che sei bruttino quella è la tua realtà. Anche se il suo giudizio è solo relativo.

Sydney Carton

"l'incubo"

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                              Marzia Montrone
                    collage su cartoncino-19x29

Stasera

sabato 12 maggio 2012

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Guardo i suoi occhi
non brillano stasera
non brillano più per me
Come una maschera copre un volto
la sua inespressività copre i suoi sentimenti
Lei mi abbraccia
mi stringe forte
quasi sembra un addio...

                                                                  Robert Witman

Rigetto

venerdì 11 maggio 2012

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Pensavo di guardare indietro
invece mi stavi davanti
con il solito sguardo
freddo per me, caldo per un altro
con una ferita che non vuole rimarginarsi
nella glorificazione di un passato mediocre
questa è la mia rinuncia
a vivere

Sydney Carton

Per sempre?

martedì 8 maggio 2012

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Il problema è che mi piego troppo facilmente. Oggi mi sono svegliato piegato!
Non ricordo mai che non c'è più niente da perdere. Per i loro standard ho già perso tutto.
Davvero è così importante quello che pensano loro? Passi un sacco di tempo a chiederti se piaci o no, se quello che fai sarà accettato o no, se lei ti ama o no. E alla fine non ti chiedi mai se ti piaci, se ami le cose che fai, se la ami davvero (o se ti sei semplicemente infatuato per la sua bellezza e hai bisogno di fottere). E così facendo non sei mai veramente indipendente.
La solitudine è la più grossa verità della mia vita. Ad oggi.
Nessuno viene a salvarti. Nessuno può salvarti. La buona notizia è che non sei in pericolo.
È la vita che è così. Devi trovare la tua strada e seguirla. Ovviamente mentre vai avanti incontri qualcuno. E magari farete anche un pezzo di strada insieme. Ma non è detto che la destinazione finale sia la stessa per entrambi, questo non ci è dato saperlo.
Vorresti trovare amori e amicizie che durino per sempre, ma niente è per sempre. Nemmeno tu sei per sempre.
L'idea del sempre è un semplice modo per restare legati al passato. Per glorificare la tua pigrizia quando a vent'anni sei convinto di conoscere tutta la verità sulla vita.
Invece no. Fino al giorno in cui morirai non riuscirai a risolvere il mistero della tua vita.
Non ti resta che andare avanti. Sapendo che un giorno le persone che ami potrebbero non esserci più. O che tu potresti non esserci più per loro.


Sydney Carton


Occhi di ghiaccio

venerdì 4 maggio 2012

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Mi guardi, con i tuoi occhi di ghiaccio.
Ti sei accorta che voglio qualcosa da te.
Il tuo corpo? La tua anima?
Sei gelida nei miei confronti.
Non vuoi acconsentire al mio desiderio.
Senza neanche chiederti se voglio prendere qualcosa o darti qualcosa...

Sydney Carton

Transizione

mercoledì 2 maggio 2012

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Hai davanti un sacco di cose. Davvero. Il fatto è che nell'immediato non c'è nulla. Forse il dovere, che non è granché entusiasmante.
È così, quando le tue ferite sono ancora aperte. Cerchi di far finta di nulla, speri che vada tutto bene. Ma il tuo stato è sempre quello: sei totalmente vulnerabile.
E mentre tutto in torno a te è pieno di possibilità, tu sei concentrato su quello che non puoi avere.
Senza contare le bugie che dici a te stesso: sai che cosa vuoi e sai che in questo momento non c'è altro da fare che aspettare e continuare a seguire questo percorso.
Anche perché accontentarsi di una brutta copia di quello che si desidera è da stronzi.

Sydney Carton

Un amore impossibile

venerdì 27 aprile 2012

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Questa è la fine di tutto. Domani, comunque vada, sarà un nuovo inizio.
Del resto l'errore è stato mio. Cercavo pace in quello che non poteva essere altro che un'avventura.
Oggi è l'ultima notte. Domani mattina lei sarà la sposa di un altro. Di uno che può essere un buon padre di famiglia. L'esatto opposto di me.
È paradossale: la natura ti fa avventuriero e tu non fai altro che cercare pace e noia.
Si, lei mi ama. Non amerà mai nessuno quanto ha amato me. È la natura che ci ha fatto diversi.
Lei non ama il suo sposo. Forse gli vuole bene. Sicuramente non lo ama quanto ama me. Non sarebbe qui con me in lacrime, altrimenti. Anche io l'ho amata ma non sarei mai riuscito ad essere suo marito. Non avrei sopportato una vita in cui i giorni passano tranquillamente uno uguale all'altro. E lei... neanche lei poteva essere la mia compagna, il mio vivere di incertezze l'avrebbe consumata...
Vorrei che scappasse con me, via e lontano da tutta questa mediocrità. Si, potremmo girare il mondo e vivere liberi. Sapendo di avere una casa che è ovunque e in nessun posto.
Ma no, non succederà niente di tutto questo. Lei ha scelto un matrimonio infelice e io non posso offrirle quello che desidera.
Domani partirò, cercando ancora la mia pace. Che è ovunque e in nessun luogo.

Sydney Carton

Sull'essere un uomo oggi

mercoledì 25 aprile 2012

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Ti svegli la mattina e sei già vuoto. In completa solitudine senti che la tua vita è come una continua caduta in un pozzo senza fondo.
Vorresti l'abbraccio di una donna che ti asciughi le lacrime. Perché? Potrebbe essere la solitudine. Potrebbe essere la frustrazione sessuale. Potrebbe essere qualsiasi altra cosa. Il fatto è che sei un uomo che ha i desideri di un bambino.
Ma non ti preoccupare, l'inettitudine è un male comune nella nostra società. È qualcosa che va glorificato.
Del resto l'ideale da raggiungere è quello del buon dormitore in pantofole. Il tuo interesse deve essere il calcio, che sia in televisione o sulla playstation è la tua passione. Non hai idee, non hai sentimenti. Ti serve un argomento di discussione neutro e nazionalpopolare. In più da piccolo ti piaceva quella roba e tu non sei mai cresciuto.
Devi fare il bravo, devi obbedire, se no tua moglie non ti dà la poppata. Quindi fai l'impossibile per tenerti un lavoro che ti fa schifo. E se te lo chiedono dici che ami il tuo lavoro, che il lavoro nobilita l'uomo. E altre minchiate del genere.
Continua a mentire, continua a fare il bravo. Non ascoltare quello che ti dice, non guardare chi è, non pensare a come amarla. Accontentati, pensa a come impressionarla. E a obbedire ad ogni suo capriccio. Alla fine a te serve solo la poppata. Senza la poppata è la fine!
Non dovresti essere così mediocre. Dovresti essere disposto a morire per proteggere le persone che ami, ma che t'importa? Mercoledì c'è la Champions!
E mentre vedo tutto questo schifo mi vergogno per la mia inettitudine, per l'incapacità di far risplendere la mia arte.
Si io sono diverso. Tutti siamo diversi, in realtà. Il fatto è che amiamo essere uguali e omologati nel cadere. Ma bisogna fermare la caduta. Più si va a fondo e più è difficile risalire.

Sydney Carton

Golden curls

martedì 24 aprile 2012

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Lei è la cosa più dolce.. la sua pelle trasuda, odora passione. Il pacchetto di sigarette è mezzo vuoto e lei se ne sta andando. Lunghi capelli ricci che scendono sulla giovinezza abbandonata. Odore di gin inebria l'atmosfera... tutto ciò che mi circonda... tra poco uscirà dal club, lasciando cuori spezzati e sogni infranti. Così piccola e insignificante.. seno propenso al mio tatto. Lei sa come farli girare e cadere in ginocchio. La radio suona pezzi così trascinanti.....
            
                                                             Robert Witman

Regello

sabato 21 aprile 2012

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Triste è la finestra e angoscianti le colline
insopportabile il silenzio di questa terra
lontano è il mio dolce, amato e caotico mondo
impazzito nella solitudine
cerco di sentire qualche suono in sottofondo
qualche eco lontano di macchine e tumulti
inquieto mi trascino al letto
un altro soffio è passato
                                      
                                  Robert Witman

Mare morte

mercoledì 18 aprile 2012

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Il mare è il miglior amico dei miei silenzi
Seduto sul mio scoglio a guardare l'orizzonte
Sentendo il rumore delle onde che vanno avanti e indietro
Aspettando di diventare schiuma
Affinché il mare mi porti via con sé

Sydney Carton

La differenza tra Elmoor e me

lunedì 16 aprile 2012

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....
Mi girai di colpo, gonfio di orgoglio e di sdegno
"signor Elmoor, io ormai son perso, vivo per reprimere me stesso. Reprimere è ormai la parola che mi tormenta"
"non la capisco" dissentì lui
Qualche istante di silenzio
"Vede mio caroripresi, con tutta calma ritrovata "è la sofferenza di tutte le persone come me"
Appoggiai il bicchiere sul tavolino di cristallo e continuai
"lo scopo della nostra esistenza è vivere di passione giorno per giorno, di pensieri e sentimenti, per concepire e capire noi stessi"
"continuo a non capirla" mi disse sbuffando Elmoor sprofondando sul divano "come si può vivere di giorno in giorno? Bisogna pur crearsi un futuro, non si può vivere da spiantati, non si può vivere per i propri pensieri"
Scrollai le spalle, ripresi il bicchiere e mi andai a sedere sulla sontuosa poltrona di velluto all'angolo della stanza.
Tutti e due ci chiudemmo,come se nulla fosse accaduto, nelle nostre congetture, nei nostri pensieri.
....
                                   Robert Witman 

Nothing lasts forever (but the certainty of change)

sabato 14 aprile 2012

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Ti guardo, mentre sei assorta a guardare tutti quei quadri. Mi hanno sempre annoiato molto i musei, o forse è il fatto che mi trovo male nei posti pieni di gente. Ma ora è diverso.
Sono rapito dai tuoi occhi, dalla tua bellezza. Non ho idea di cosa ci sia sulle pareti di questo museo. Non me ne frega niente della gente intorno. Ho occhi solo per te.
È strano starti vicino. Nel mio cuore sei così grande, eppure nel mondo sembri così piccola e fragile. Voglio starti vicino. Voglio proteggerti. Voglio morire per te.
Ce ne andiamo via. Abbracciati per queste strade straniere. Lontani da casa, lontani da tutto. Io e te. Ti stringi a me e mi sorridi timidamente.
Sei così speciale, per la prima volta nella mia vita sento di poter essere chiaro e trasparente. So di poterti far leggere i miei diari. So che posso condividere con te le cose che trovo belle. So che posso parlarti del dolore del mio passato e della gioia del presente che stiamo vivendo insieme.
Sappiamo entrambi che questo è solo un momento. Tutto è successo in fretta, e tutto è destinato a passare in fretta.
Ora siamo qui, io e te. Ma domani non sarà così.
Forse dovrei aspettare. Ma io voglio vivere la mia passione per te adesso, voglio amarti come non ho mai amato nessuno. Anche se non sarà per sempre.

Sydney Carton

She tastes a cigarette

giovedì 12 aprile 2012

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Il trucco lasciato sulle lenzuola.. nero nei suoi occhi, linee superbe dalle palpebre addormentate. Vedo brillare i suoi capelli biondi nell'oscurità del corridoio. Il cameriere sta bussando. Non sta in piedi, sbronza trascina i tacchi appoggiandosi al muro,la musica in sottofondo la confonde... si sente la pioggia battere sulle vetrate.
Sirene si sentono in lontananza, per le strade la gente schiamazza.. questa città non morirà mai, come noi non moriremo mai.
La porta è ancora lontana e il cameriere continua bussare.
Accarezza il muro, sa di sbagliare... le chitarre stridono in sottofondo. Dolcemente si china sulle ginocchia.
Il cameriere bussa e chiama dall'altra parte. Apro la bottiglia e verso da bere.
Guarda in alto, sente l'amore che la divora.
Non c'è nessuno ad aspettarla a casa. Le gocce scivolano sui vetri appannati.
Confusa, si lascia trasportare dai ricordi di ciò che è stato, tra le coperte e i caffè affollati, di essere importante, anche per un istante.
Si alza tra i turbamenti, apre la porta. Il cameriere fa un cenno.. non capisce.
Lei scappa fuori con il trucco che cola, sul viso bianco e dolce nonostante tutto.
E di certo lei tornerà, oh si che tornerà.... non si perderà mai tutto ciò.

                                      Robert Witman

Lonely is the world

giovedì 29 marzo 2012

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Cammino in mezzo a questa gente. Vedo un sacco di facce: facce amichevoli, facce stanche, facce simpatiche, facce annoiate. Non vedo la tua.
Continuo a camminare, sperando di poterti rivedere da un momento all'altro. Nel caso in cui tu apparissi non so cosa farei. Probabilmente scoppierei in un pianto liberatorio.
Sono stanco di queste facce. Sono stanco dei buoni consigli che mi circondano. Voglio solo vedere il tuo sorriso, voglio solo sentire la tua voce. Non ne posso più della mediocrità che mi circonda. Tu eri diversa da loro.
Ti chiamo. Non rispondi. Non ci sei.
Cerco tra queste facce. Cerco di accontentarmi e di trovare qualcosa che ti assomigli vagamente. Ma non c'è.
E tu non tornerai.

Sydney Carton

Grigio freddo

lunedì 19 marzo 2012

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Appoggiato con la testa alla finestra, guardo la pioggia battermi contro.... nudo e infreddolito, spogliato da un amore pienamente consapevole. Le acque grigie del fiume scorrono, riflettendo la poca luce che filtra dalle nuvole. La torre dell'orologio si intravede in lontananza... i fasti di questa città sono passati... sono lontano ma mi sento a casa... perché? Mi guardi pensierosa... cosa mai ti passerà per la testa?
In questo pomeriggio grigio e malinconico.... appoggio la mano sul vetro quasi a voler prendere le gocce che scivolano verso il basso. Mi giro poggiando le spalle al vetro... ora so, anche in questo silenzio, ciò che provo per te. Mi sento a casa perché ci sei tu. Sono tuo.

Robert Witman

Amore che non torna

giovedì 15 marzo 2012

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Non vedo oltre la carne
Non capisco se sono cieco
O se non c'è niente da vedere
Avevo visto, una volta
Ora non vedo più
Forse non aveva niente di speciale
Forse sono io che le ho attribuito qualità che non aveva
No, sono io che non vedo, che non so più amare
O forse vado cercando qualcosa che non esiste

Sydney Carton

Ursula Von Friedrich

mercoledì 14 marzo 2012

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lacquer su tela 150x100
i lineamenti morbidi del corpo
scendono come drappi lungo la schiena 
e si stendono delicati sui seni morbidi
nel buio più totale, dal sipario dei capelli
nessuna luce splende... non un volto
solo l'immaginazione morente

                                                               Robert Witman

Kill the rockstar

venerdì 9 marzo 2012

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La cosa più trasgressiva che puoi dire in Italia è che esiste il Paradiso. Cioè una cosa in linea con la cultura dominante.
Abbiamo nel nostro Paese uno stuolo di teste ben pensanti che vogliono cambiare le cose. Come è un mistero.
I ben pensanti dicono di volere il nuovo ma non fanno altro che continuare a proporre un vecchio modello che hanno tenuto come punto di riferimento di una vita. Vogliono ottenere risultati diversi facendo sempre la stessa cosa. Che è assurdo. E se ci pensate questo si rivela anche nei loro idoli, nelle loro rockstar.
Un tizio in giacca e cravatta che si serve di schemi logici semplici e battutine sarcastiche è l'idolo di una generazione. Un tipo sobrio, convenzionale e conformista. Un tipo che non ha idee per il futuro, mostra solo fatti passati. Una macchietta è la più grossa rockstar dell'Italia di oggi. Lo trovo abbastanza triste.
Le rockstar che amo sono espansive, espressive e anticonformiste. L'anticonformismo è la chiave di tutto. Se vuoi avere risultati diversi devi provare a fare cose diverse.
Se il tuo idolo è un tizio che non dice niente di nuovo, che semplicemente informazioni ed è il massimo del conformismo significa che le cose ti vanno bene come sono. Non che vuoi cambiarle.
Perché se quello che premiamo è il conformismo allora non cambierà mai nulla.
Folli che sostengono di avere visioni ultraterrene hanno tutto lo spazio possibile. Questo modello di vita fa schifo, c'è ingiustizia ad ogni angolo della strada. Però se speriamo che dopo la morte camperemo meglio tutto sarà più digeribile.
Tutto molto bello. I buoni che vengono premiati. Solo che potrebbe benissimo essere un inganno. E la cosa più logica da fare è cercare di creare qualcosa di nuovo adesso.
Ma l'anticonformismo è difficile da portare avanti. Il conformismo, per quanto possa essere mediocre, si basa su una certezza: il passato.
E allora continuiamo a glorificare un passato idealista dove, nella semplicità e nel tradizionalismo, non esistono problemi!
Condanniamo ogni sorta di idea nuova! Uccidiamo tutto quello che è diverso!
Abbiamo ucciso le nostre rockstar e glorificato tizi anonimi. È per questo che l'Italia fa schifo. Non perché si stava meglio quando si stava peggio.

Sydney Carton

La mia maschera

martedì 6 marzo 2012

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Questa mattina mi guardavo allo specchio. E no, non mi sono accorto di avere il naso storto.
Più semplicemente mi sono reso conto di tutte le bugie che ho detto fin'ora. Erano tutte lì, davanti ai miei occhi. Io ero lì, tranquillo, indossando una camicia azzurra, con un taglio di capelli normale e un sorriso apatico. Un bravo ragazzo perbene senza nessun grillo per la testa. Anzi diciamo pure senza niente in testa. Così come mi desiderano.
"Sono io questo?" mi chiedevo mentre guardavo quell'immagine. Lo specchio non mentiva, si limitava a mostrarmi la bugia che sono diventato.
Davvero sono riuscito a mentire così bene a me stesso e agli altri? Davvero se la sono bevuta?
Non è molto difficile a dire il vero. Basta essere qualunquisti. Basta dire che si stava meglio quando si stava peggio. Basta mantenere un profilo medio-basso. Basta non dire mai una parola di troppo. Ed ecco che il gioco è fatto!
Indossiamo le nostre maschere. Per mostrare di essere normali. E allo stesso tempo per diventare invisibili.
Dentro l'uniforme, con uno sguardo apatico. Presenti all'interno di una massa di bravi cittadini onesti. Assenti dalla realtà.
E mi guardavo allo specchio, conscio di aver perso tutto. Perché quando quello che vedi riflesso non sei tu, quando ti limiti a vivere una bugia, allora hai perso tutto.
Esisti ma è come se non esistessi. Sei insieme ad altra gente ma in realtà sei solo. Non c'è nulla.
Ed ormai mi sono stancato di fingere. Perché guardarsi allo specchio è provare schifo e pietà per se stessi è la cosa più terribile che si possa provare. Io voglio smettere di sembrare. Voglio essere e basta.
E il vostro specchio?

Sydney Carton

Andare oltre....

domenica 4 marzo 2012

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Ogni volta che fai un passo avanti e ti vorresti fermare a godere a pieno della novità, ti accorgi che in realtà stai male, perché soffri al desiderio di andare oltre con un altro passo. Non puoi fermarti. Ogni momento, ogni secondo della tua vita che passa sembra riportarti indietro.... Chi si ferma è perduto, chi non va oltre è una nullità.
                                                    Robert Witman