Non c'è un cazzo da fare, la vita mi tradisce sempre di più.
Che stronza, dovrebbe essermi amica e invece no, ha deciso di essere la mia morte. Morire... si nasce anche per quello, no? Che fregatura.
Sono stanco di tutto questo. Sono stanco e malato, vuoto, dentro, nell'anima, senza un'anima. Possibile?
Vado avanti senza uno scopo, senza un idea costruttiva, senza qualcosa che mi possa riempire le viscere, le budella, lo stomaco, i polmoni, il cuore..
La mia mente è distrutta, morta. Non riconosce le verità. Non accetta le verità. Non distingue più il vero dal falso, il bello dal brutto, il buono dal cattivo..
La mia mente è spenta, persa, andata, disorientata..
La mia mente è pazza, io sono pazzo, io sono morto.
William Turner
Sfogo
Ho bisogno di raccontare di me...
di esprimere le mie
sensazioni, di condividere le mie emozioni.
Non voglio soffocarle, non voglio soffocarmi.
Ho bisogno di essere ascoltato, capito, guidato.
Non voglio perdermi, di nuovo.. non voglio.
Ho bisogno di piangere, di piangere all’infinito...
voglio eliminare
questo dolore che mi perseguita, che mi uccide da dentro.
Non voglio spegnermi, non voglio.
Ho voglia di innamorarmi, di amare e amare ancora.
Non voglio domare il mio istinto.
Ma sento che la fine è vicina.. tremendamente vicina.
Questo momento di respiro sta giungendo al termine..
Non voglio tornare giù, non voglio..
William Turner
Dopo l'estate (io non ti ho mai amata)
Un'estate lontani. Non
sai mai se la persona che ritroverai al tuo ritorno sarà la stessa. Nonostante
tutto pensi al futuro e a tutto quello che può succedere.
Ho passato un'estate
molto idealista. Ho idealizzato l'anno che abbiamo passato insieme. Un rapporto
che nel bene e nel male ha rimarginato ferite dolorose, che ha cancellato
qualcosa ed ha aperto le porte a qualcosa di nuovo.Sono tornato a casa, aspettando anche il tuo ritorno. E quando sei tornata mi hai fatto un regalo bellissimo amandomi e facendomi sentire amato. È stato uno dei pochi momenti della mia vita in cui sono stato veramente felice.
Ma poi te ne sei andata. Ho pianto molte lacrime. Più per la mia nuova solitudine che per te.
Forse non ti ho mai amata.
Sydney Carton
Fatevi avanti ignavi
Ho vissuto la mia vita dedicandomi agli altri. Ai loro
pensieri, alle loro voglie, alle loro abitudini.
Ho passato la mia vita a fare dei problemi degli altri i mie
problemi. E ai miei problemi chi ci pensava?
Sono sempre stato un buon pensatore.
E forse pensare troppo
mi ha portato a non agire.
Ma non importava, perché io ero la persona adatta, giusta, quella che faceva comodo
agli altri.
Ero bravo ad ascoltare. Ero molto bravo.
Perché a differenza di altre persone mi soffermavo a quello.
Non giudicavo.
Una soluzione perfetta per chi voleva sfogarsi, confidarsi.
Avevano paura di confrontarsi con se stessi, così chiamavano
me. Era come parlare allo specchio.
Ma era dura guardarsi e ammettere le proprie colpe.
Sarebbero emerse subito.
Io invece ascoltavo, ascoltavo e basta. Era una vittoria
scontata la loro.
Era come buttare la
spazzatura.
Quando il sacchetto era pieno bastava portarlo giù.
Qualcuno prima o poi l’avrebbe portato via.
Così una volta confidatosi, erano vuoti, liberi, rimessi dai
loro peccati, pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo.
Ed io, che ero bravo a pensare, ad ascoltare, ero pronto ad
accogliere un’altra vittima.
William Turner
Pretty girls make grave
Lei è morta. E anche se non è morta è come se lo fosse. Io ci ho messo una croce sopra.
Con lei è morta anche una parte di me. Ci tenevo troppo.
Entrambi non meritavamo. Lei non meritava la mia passione. Io non meritavo di essere trattato così.
Ma anche la mia passione è morta. Io non so più amare.
Il mio spirito romantico è morto. Sono diventato un tipo mediocre e conformista. Sono morto io.
Spero che un giorno tutto possa finire. E che io possa tornare ad amare e a vivere.
Con lei è morta anche una parte di me. Ci tenevo troppo.
Entrambi non meritavamo. Lei non meritava la mia passione. Io non meritavo di essere trattato così.
Ma anche la mia passione è morta. Io non so più amare.
Il mio spirito romantico è morto. Sono diventato un tipo mediocre e conformista. Sono morto io.
Spero che un giorno tutto possa finire. E che io possa tornare ad amare e a vivere.
Sydney Carton
Tanti auguri figlio di puttana!
Ancora qualche minuto e la mezzanotte sarebbe scoccata, e un altro anno se ne sarebbe andato.
Ho atteso quel momento standomene seduto sulla spiaggia, su una di quelle vecchie sedie di legno.
Sotto di me la sabbia. Fredda. Umida.
Qualche sassolino tra le dita..qualche formica sulle gambe..
Me ne stavo seduto su quella stupida sedia e davanti a me il mare faceva un gran casino. Forse sapeva del motivo per cui ero li. Sapeva che da li a breve qualcosa sarebbe cambiato..e quindi batteva più forte che poteva.
Mi stava ringraziando.. era l'ospite d'onore della festa.
"Ma quale festa pensavo io..non c'è ne sono palloncini qui! "
Ma lui continuava a fare casino.. ed io l'ammiravo sempre di più.
Me ne stavo li, seduto con i piedi nella sabbia umida e la testa immersa nell'oceano..nei suoi rumori..nelle sue movenze..lo sapeva fare il suo lavoro, pensai.. avevo scelto il compagno giusto, pensai ancora.
I minuti stavano passando e il bicchiere di vodka era finito.
Mi rimanevano due birre..aprii la prima.
Era buona, fresca, come l'aria che stavo respirando.
Ero sempre più convinto di aver scelto il posto giusto.
Di solito non lo sceglievo mai..non sceglievo neanche le persone con cui stare.. ho sempre "festeggiato" in posti che non mi piacevano..con delle persone, che a volte neanche conoscevo. Questa volta no.
"Festeggio a modo mio". Mi ero detto.
La birra stava finendo e il mare sembrava annoiato. Non batteva più come prima...era stanco di aspettare.
La luna se ne accorse, e approfittò del momento.
Voleva dire la sua. Era li pure lei dopotutto.
"Cara luna dimmi tutto". Non disse niente..come avrebbe potuto.
Ma c'era qualcosa in lei di diverso..di meraviglioso.
Era immensa, così come il cielo che la ospitava.
Era bianchissima, lucente e possente. Ferma e concentrata.
Assomigliava a qualcosa di straordinario.
Nell'insieme dava quel senso di tranquillità e serenità, solitudine e tristezza.
Era il mio riflesso.. e per la prima volta mi stava piacendo.
Era bello guardarsi e ammirarsi.
Ero sempre seduto, e stavo sempre bevendo.
Controllai l'ora..la mezzanotte era arrivata e passata.
Nessuno mi aveva avvisato. Il mare, la luna.. non fecero niente di diverso. Niente per farmi capire che era arrivato il momento. Forse quegli istanti, quei momenti, stavano piacendo anche a loro..e non volevano che giungessero al termine. Ma erano finiti purtroppo. E loro lo sapevano.. io lo sapevo. Così finii la birra, mi alzai e salutai i miei due amici. Tornai a casa con la sabbia bagnata ai piedi e qualche formica nelle mutande.
Tornai alla realtà.. consapevole di dover aspettare un altro anno per sentirmi così.... vivo.
William Turner
Ho atteso quel momento standomene seduto sulla spiaggia, su una di quelle vecchie sedie di legno.
Sotto di me la sabbia. Fredda. Umida.
Qualche sassolino tra le dita..qualche formica sulle gambe..
Me ne stavo seduto su quella stupida sedia e davanti a me il mare faceva un gran casino. Forse sapeva del motivo per cui ero li. Sapeva che da li a breve qualcosa sarebbe cambiato..e quindi batteva più forte che poteva.
Mi stava ringraziando.. era l'ospite d'onore della festa.
"Ma quale festa pensavo io..non c'è ne sono palloncini qui! "
Ma lui continuava a fare casino.. ed io l'ammiravo sempre di più.
Me ne stavo li, seduto con i piedi nella sabbia umida e la testa immersa nell'oceano..nei suoi rumori..nelle sue movenze..lo sapeva fare il suo lavoro, pensai.. avevo scelto il compagno giusto, pensai ancora.
I minuti stavano passando e il bicchiere di vodka era finito.
Mi rimanevano due birre..aprii la prima.
Era buona, fresca, come l'aria che stavo respirando.
Ero sempre più convinto di aver scelto il posto giusto.
Di solito non lo sceglievo mai..non sceglievo neanche le persone con cui stare.. ho sempre "festeggiato" in posti che non mi piacevano..con delle persone, che a volte neanche conoscevo. Questa volta no.
"Festeggio a modo mio". Mi ero detto.
La birra stava finendo e il mare sembrava annoiato. Non batteva più come prima...era stanco di aspettare.
La luna se ne accorse, e approfittò del momento.
Voleva dire la sua. Era li pure lei dopotutto.
"Cara luna dimmi tutto". Non disse niente..come avrebbe potuto.
Ma c'era qualcosa in lei di diverso..di meraviglioso.
Era immensa, così come il cielo che la ospitava.
Era bianchissima, lucente e possente. Ferma e concentrata.
Assomigliava a qualcosa di straordinario.
Nell'insieme dava quel senso di tranquillità e serenità, solitudine e tristezza.
Era il mio riflesso.. e per la prima volta mi stava piacendo.
Era bello guardarsi e ammirarsi.
Ero sempre seduto, e stavo sempre bevendo.
Controllai l'ora..la mezzanotte era arrivata e passata.
Nessuno mi aveva avvisato. Il mare, la luna.. non fecero niente di diverso. Niente per farmi capire che era arrivato il momento. Forse quegli istanti, quei momenti, stavano piacendo anche a loro..e non volevano che giungessero al termine. Ma erano finiti purtroppo. E loro lo sapevano.. io lo sapevo. Così finii la birra, mi alzai e salutai i miei due amici. Tornai a casa con la sabbia bagnata ai piedi e qualche formica nelle mutande.
Tornai alla realtà.. consapevole di dover aspettare un altro anno per sentirmi così.... vivo.
William Turner
Essere o non essere
Mi chiedo spesso perché le persone tentino di essere altre persone.
Tutti abbiamo una fisionomia, un carattere, una personalità.
Perché dovremmo essere come gli altri?! Perché vorremmo essere gli altri?!
Io so come sono fatto e conosco i miei pregi e i miei difetti.
A volte non mi piaccio. Mi rimprovero.
Ma ho sempre mantenuto un comportamento coerente con il mio stato d’animo. Ho creato e mantenuto una mia individualità.
L’ho creata, mantenuta e vissuta sperando che piacesse agli altri.
Si, gli altri. Gli occhi e i giudizi altrui.
Forse è questo il problema.
Forse ci comportiamo come ci comportiamo solo per piacere agli altri.
Trascurando noi stessi. Indossando delle maschere che gli altri ci offrono.
Così sono loro, gli altri, che decidono per noi. Su di noi.
Su come vestirci, su come parlare, su cosa dire, sulle persone da frequentare e quelle da lasciar perdere.
Su cosa e come mangiare. Su cosa e quanto bere.
Su quale tipo di scuola frequentare e se essere il bullo o lo sfigato di turno.
Sono loro, gli altri, che decidono se devi essere una rock star o un discotecaro.
Decidono loro quale musica fa per te.
Decidono loro se devi essere un appassionato di cinema, di arte o di sport.
Decidono sempre loro se devi essere un campione o uno dei tanti. Uno qualunque. Perché tutto questo?
Perché vivere fingendo? Perché fingere di essere quello che non siamo?
È forse la paura di essere rifiutati?
Sono gli altri che decidono o siamo noi che abbiamo paura di osare? Paura di essere.
E se questo ragionamento fosse vero, fosse logico, sensato…
non dovrebbe valere anche per loro? ..Ma sono io a farlo.. e sono io a subirlo.
William Turner
William Turner
Paint it black (una svolta poetica forse)
È tutto nero. Il mio cuore è nero.
Non è la rinuncia a vivere. Piuttosto è l'espressione di un sentimento.
Di rabbia, alienazione, solitudine, disperazione. Del non sapre che cazzo fare di questa vita.
Della speranza che ci sia un'altra vita, piena di colori e di caldi sorrisi.
Questa qui è nera, bagnata da una valle di lacrime.
Non ha senso idealizzare il passato. E nemmeno sperare nel futuro.
Il presente va accettato così com'è. E se senti nero, dipingi nero.
Non è la rinuncia a vivere. Piuttosto è l'espressione di un sentimento.
Di rabbia, alienazione, solitudine, disperazione. Del non sapre che cazzo fare di questa vita.
Della speranza che ci sia un'altra vita, piena di colori e di caldi sorrisi.
Questa qui è nera, bagnata da una valle di lacrime.
Non ha senso idealizzare il passato. E nemmeno sperare nel futuro.
Il presente va accettato così com'è. E se senti nero, dipingi nero.
Sydney Carton
Buongiorno!
Mi svegliai con i postumi della sbornia.. una sensazione poco
felice.
Sentii il bisogno di pisciare, così mi alzai e andai
in bagno. Pisciai.
Poi mi lavai le mani
e mi sciacquai la faccia con l’acqua fredda.
Pisciai di nuovo. Ma non cambiò molto.
Mi girava ancora la
testa e il mio cervello era fuso.. il mio
corpo era fuori uso.
Vedevo a stento. E se chiudevo gli
occhi perdevo l’equilibrio.
Non potevo rischiare.
Finii di pisciare. Tirai lo sciacquone e lavai nuovamente le
mani.
Poi mi guardai allo specchio e pensai: che brutta cera
ragazzo! Ma allo stesso mi sentii fortunato.
Ero solo in casa e nessuno poteva vedermi. Eravamo solo io e
il mio riflesso.
Era una lotta alla pari.
Avrei potuto anche vincere. Non successe.
Andai in cucina con l’intenzione di fare colazione.. così preparai
il caffè.
Attesi che la macchinetta facesse il suo lavoro. Finì.
Ero
pronto a bere il mio caffè.
Presi la tazzina e l’avvicinai alla bocca. Arrivò prima
l’odore.
Era forte. Sembrava buono.
Bevvi ma feci fatica.
Il mio stomaco era sottosopra, sconvolto. Ed io lo ero con lui.
Finii di bere il caffè. Ero disgustato. Non fu una buona
idea.
Mi salì una forte sensazione di nausea.
Avevo bisogno di vomitare. Avevo voglia di vomitare.
Ma era tardi. Non potevo fermarmi a pensare a qual’era la
cosa giusta da fare.
Trattenni il vomito e andai in camera.
Indossai i vestiti del giorno prima e uscii di casa.
William Turner
8 Gennaio
Ricordo che quella sera faceva particolarmente freddo. L’aria era decisamente gelida, ghiacciata, polare se si vuole.
L’inverno si faceva sentire. Il gelo si faceva sentire.
La poca neve caduta i giorni prima era ormai congelata.
Per le strade, sui campi, nessun pupazzo era stato creato.
Il tempo e la natura avevano giocato un brutto scherzo ai bambini.
Nessun sciocco cappello quindi. Nessuna stupida carota.
Nessun vecchio bottone. Niente. Se non il nulla.
Quella sera il mio corpo rabbrividiva. Tremava. Gemeva.
Quella sera, ricordo, il mio corpo era scosso. Terrorizzato.
Ma non era il freddo.
Non era il gelo sceso in terra che si prendeva gioco di me. No.
Quella notte, ricordo, il mio corpo e la mia mente erano impauriti e intimoriti da te.
Te, che in mezzo a quell’ambiente infelice e desolato emergevi forte e sicura. Te, che come un fiore quando sboccia, mostravi tutta la tua bellezza e la tua essenza. Te, che ti mostravi semplice e naturale. Pronta. Avvolta in qualche aura speciale.
Ed io ero evidentemente confuso.
Debole. Completamente abbandonato a me stesso.
Ma quella notte la mia esitazione si era unita alla tua voglia.
Al tuo appetito. Al tuo sentimento.
Il tuo sguardo desideroso si ero posato sul il mio, e dopo esserci ammirati e adorati, ci lasciammo andare in un bacio intenso,violento, pieno d‘amore e dei nostri bisogni più nascosti.
La tua passione si era congiunta alla mia eccitazione.
Le nostre anime si erano unite in un qualcosa di meraviglioso. D’incantevole.
La neve era tornata a cadere. Bianca, pulita, soffice.
Degna di noi e del nostro amore.
William Turner
Armchair Hero
Fai la società civile. In rete.
Non sei capace di parlare con le persone, ma se c'è una barriera tra te e loro tutto è più semplice.
Si cazzo! La rete è la rivoluzione. Ci confrontiamo e cambiamo il mondo. Seduti su una poltrona con le pantofole e il tea caldo al limone.
Vaffanculo! Vaffanculo politici di merda!
Ci rubate tutto! Ci rubate l'anima!
Ah l'internet. Internet è la rivoluzione! Diffondiamo tra i nostri (minimo) dieci amici su Facebook e cambieremo il mondo! Si lo scardineremo questo sistema del cazzo!
Lo dici e lo ripeti che internet è il cambiamento. Ma poi lo sai anche te che la gente lo usa prevalentemente per i pornazzi e che nessuno vuole cambiare le cose. A nessuno è mai importato veramente. È faticoso.
Se te ne fregasse qualcosa di cambiare il mondo alzeresti il culo e smetteresti di tenertelo sempre in mano. Per dire.
Magari non cambi le cose eh. Però vuoi mettere, è comunque un passo avanti rispetto a quelle due cazzate che può dire anche l'ultimo degli stronzi...
Non sei capace di parlare con le persone, ma se c'è una barriera tra te e loro tutto è più semplice.
Si cazzo! La rete è la rivoluzione. Ci confrontiamo e cambiamo il mondo. Seduti su una poltrona con le pantofole e il tea caldo al limone.
Vaffanculo! Vaffanculo politici di merda!
Ci rubate tutto! Ci rubate l'anima!
Ah l'internet. Internet è la rivoluzione! Diffondiamo tra i nostri (minimo) dieci amici su Facebook e cambieremo il mondo! Si lo scardineremo questo sistema del cazzo!
Lo dici e lo ripeti che internet è il cambiamento. Ma poi lo sai anche te che la gente lo usa prevalentemente per i pornazzi e che nessuno vuole cambiare le cose. A nessuno è mai importato veramente. È faticoso.
Se te ne fregasse qualcosa di cambiare il mondo alzeresti il culo e smetteresti di tenertelo sempre in mano. Per dire.
Magari non cambi le cose eh. Però vuoi mettere, è comunque un passo avanti rispetto a quelle due cazzate che può dire anche l'ultimo degli stronzi...
Sydney Carton
In pace con me stesso
Non ero per niente stanco quella notte,
così restai alzato un po’ più del solito.
Non avevo idee sul cosa fare, così
accesi la tv con la speranza di trovare qualcosa di interessante da
vedere.
Non fu così. Spensi la tv.
Ero seccato, annoiato, ma dovevo fare
comunque qualcosa. Decisi di aspettare.
Aspettare era piacevole, non si faceva
fatica. E questo era molto importante.
Bastava avere un po’ di pazienza e
tanta immaginazione.... ed io ne avevo abbastanza di entrambe.
Scelsi di aspettare quindi, e scelsi di
farlo guardando fuori dalla finestra.
La vista dalla finestra della mia
camera è meravigliosa, sorprendente, profonda, invidiabile.
Ma era notte fuori, e la maggior parte
dei lampioni erano spenti. Le luci della città erano spente. "Che
cosa avrei potuto vedere? Cosa speravo di trovare?"
Il mio sguardo finì per fissarsi
sull’orizzonte. Era buio, era notte fonda. L’orizzonte non mi
mostrava niente. Quello che vedevo lo immaginavo.
Nell’atmosfera c’era solo il buio
della notte. C’era solo l’oscurità mischiata alla mia
immaginazione.
Niente era definito.
Non si vedeva niente. Non si sentiva
niente. Il silenzio era più forte di qualsiasi rumore.
Non una macchina, non un cinguettio di
uccelli. Non c’era niente fuori. Era come se il mondo si fosse
fermato. Era come se la vita e la natura si fossero fermati. E si
erano fermati con me.
Era bellissimo. Il tempo passava, i
minuti passavano, ed io stavo aspettando.
E lo stavo facendo alla grande.
William Turner
Tornerai strisciando
Me ne vado. Dove non lo
so.
Di sicuro lontano da questa miseria.
Sono uno di voi, dite. Io dico di no. Come pretendiate di saperlo meglio di me non si capisce.
Me ne vado. Vorrei dire che me ne vado per la mia strada. Ma non so nemmeno se c'è una strada per me.
Vado via. Sperando di trovare qualcosa. Per tentativi.
Lo so cosa pensate. Che mi considerate un buono a nulla.
Sperate che io torni indietro strisciando ma penso che non succederà.
Preferisco vivere da solitario con tutto il mio dolore che morire di una solitudine mascherata da compagnia.
Di sicuro lontano da questa miseria.
Sono uno di voi, dite. Io dico di no. Come pretendiate di saperlo meglio di me non si capisce.
Me ne vado. Vorrei dire che me ne vado per la mia strada. Ma non so nemmeno se c'è una strada per me.
Vado via. Sperando di trovare qualcosa. Per tentativi.
Lo so cosa pensate. Che mi considerate un buono a nulla.
Sperate che io torni indietro strisciando ma penso che non succederà.
Preferisco vivere da solitario con tutto il mio dolore che morire di una solitudine mascherata da compagnia.
Sydney Carton
The dice is cast
Non
sento più il calore
non
sento più il dolore
l'amore
è meschino
l'amore
è cattivo
ma
ormai questo non ha più valore....
i
castelli non hanno più importanza
Son lontano dalla realtà...
forse non
esiste più nessuna realtà che mi possa perdere
ormai
la paura mi stringe nell'ultimo abbraccio
lascio
il mio odio a chi ne ha veramente bisogno
lascio
tutto il mio odio a chi ne saprà far fruttare le prodezze
Robert Witman
Il mio demone
Il mio demone non mi
lascerà mai. La mia anima sarà maledetta per sempre.
Non ci sono possibilità per essere felici. Non c'è via d'uscita.
Il mio demone mi possiede. La maschera di un angelo copre la sua malvagità e la sua perversione.
Mi uccide. Da dentro. Io non posso difendermi.
Una valle devastata dalla carestia. Sarà così per sempre.
Mi guarda. Sorride. Vedo la sua bellezza. Amo la sua bellezza. Anche se nasconde qualcosa di terribile.
L'unica luce nell'oscurità.
Mi illudo di poterlo possedere. Ma è lui che possiede me. Che mi consuma istante dopo istante.
Non c'è via d'uscita. Sarà così per sempre.
Non ci sono possibilità per essere felici. Non c'è via d'uscita.
Il mio demone mi possiede. La maschera di un angelo copre la sua malvagità e la sua perversione.
Mi uccide. Da dentro. Io non posso difendermi.
Una valle devastata dalla carestia. Sarà così per sempre.
Mi guarda. Sorride. Vedo la sua bellezza. Amo la sua bellezza. Anche se nasconde qualcosa di terribile.
L'unica luce nell'oscurità.
Mi illudo di poterlo possedere. Ma è lui che possiede me. Che mi consuma istante dopo istante.
Non c'è via d'uscita. Sarà così per sempre.
Sydney Carton
Perciò che vada tutto a fanculo!
Era
una sera di piena estate. Il caldo soffocava tutto e tutti.... non
c'era niente che potesse rinfrescare me e il mio animo del cazzo.
Tutto puzzava, le zanzare prolificavano in ogni angolo della città,
dei parchi e non c'era niente che ti potesse dare sollievo se non
rinchiudersi in un frigo....odio l'estate....
Stavo
seduto al bancone del bar, in uno dei tanti bar... patetico. Bevevo,
bevevo e ribevevo. Non mi dissetavo mai, la sete mi stringeva la gola
e le palle, una morsa stritolante. Non solo la situazione faceva
schifo, ma dietro al bancone, al posto della solita cameriera
simpatica e carina, c'era il proprietario grasso e peloso... uno
schifo di uomo!
“Le
ho dato una settimana di ferie, non c'è in giro un fottutissimo
cliente... apparte te, ovviamente, e qualche ubriacone di turno....
come te! Haha!”
Stupido
ciccione... con tutti i soldi che spendevo li, poteva portarmi un po'
di rispetto!
Comunque.
Macinavo sull'ultima raccolta di poesie patetiche scritta mentre
ingurgitavo ettolitri di birra....
Continuavo
a pensare a quanto la mia “arte poetica” facesse schifo e su come
potesse piacere... pensavo cosa cazzo iteressasse alla gente delle
mie emozioni, dei miei pensieri e dei miei amori... e soprattutto
quanto fossero in realtà interessanti i miei continui fallimenti.
“Hei,
stupido ciccione!” gridai al barista
“Che
diavolo vuoi Robert?” hai finito il bicchiere?” disse mentre
contava i pochi soldi nel registratore di cassa...
“No...
avrei una domanda seria da farti!”
“Non
incominciare con le tue patetiche tiritere...”
“No,
questa è seria veramente!” e mi avvicinai un po' di più con il
seggiolino al bancone
“Spara!”
“Secondo
te perchè la gente legge le mie stupide poesie?”
mi
guardò un po' annoiato
“Vuoi
la verità?” chiese avvicinandosi con il suo faccione al mio
“Certo”
risposi trepidante
“Non
lo so! E sinceramente non me ne frega niente, come non mi frega
niente della gente in generale. Vuoi un consiglio? Fregatene di
tutto... lascia perdere il perchè o il per come... ti arrivano i
dollaroni in tasca per quello che scrivi? Si? E allora lascia perdere
tutto il resto! La razza umana non merita ne domande ne risposte!”
E si allontanò....
rimasi
in silenzio e senza un pensiero in testa per qualche minuto... mi
aveva svuotato il cervello...
“Hey
stupido ciccione!” gridai
“Cosa
vuoi ora Robert? Ti ho già detto quello che penso....”
Sorrisi
e alzando il bicchiere ribattei:
“Ho
il bicchiere vuoto ora!”
Robert..
Robert..
Kind hearted light
Se ne andava via con la sua valigia, ad ogni passo sempre più lontana da me.
Il sole la illuminava, ormai potevo vederla solo di spalle. Restava comunque bellissima.
E andava via. Ad ogni passo sempre più lontana.
Avrei potuto raggiungerla, forse avrei dovuto raggiungerla.
Lei voleva andarsene, io non volevo seguire la sua strada.
Due strade diverse, forse a un certo punto ci incontreremo di nuovo. Forse no.
Dove vai non lo sai, nessuno lo sa. L'unica certezza è quello che ti lasci alle spalle.
E alle tue spalle ci sono io. Riuscendo ad essere sempre il tuo passato e mai il mio futuro.
Il sole la illuminava, ormai potevo vederla solo di spalle. Restava comunque bellissima.
E andava via. Ad ogni passo sempre più lontana.
Avrei potuto raggiungerla, forse avrei dovuto raggiungerla.
Lei voleva andarsene, io non volevo seguire la sua strada.
Due strade diverse, forse a un certo punto ci incontreremo di nuovo. Forse no.
Dove vai non lo sai, nessuno lo sa. L'unica certezza è quello che ti lasci alle spalle.
E alle tue spalle ci sono io. Riuscendo ad essere sempre il tuo passato e mai il mio futuro.
Sydney Carton
Abulia
Accarezzo la verità
tonda e morbida
scendo giù lungo la vita
essenziale e compromessa
vorrei entrare in lei
vorrei goderne a pieno
possederla e sottometterla
accarezzo ancora
un'altra parte questa volta
quella che si spezza con la fatica
così morbida dopotutto
ora la spingo giù
sono malato forse
Robert Witman
tonda e morbida
scendo giù lungo la vita
essenziale e compromessa
vorrei entrare in lei
vorrei goderne a pieno
possederla e sottometterla
accarezzo ancora
un'altra parte questa volta
quella che si spezza con la fatica
così morbida dopotutto
ora la spingo giù
sono malato forse
Robert Witman
Principio
Nel disastro più totale della mia vita
solo cieli plumbei scorgo
non più orizzonti dorati
neanche la possibilità di sognare mi è lasciata
demoni mi circondano, paure mi stringono
ora il futuro è da lasciare
il covo segreto abbandonare
scendere ad una morte suggestiva
solo cieli plumbei scorgo
non più orizzonti dorati
neanche la possibilità di sognare mi è lasciata
demoni mi circondano, paure mi stringono
ora il futuro è da lasciare
il covo segreto abbandonare
scendere ad una morte suggestiva
Un acquazzone fuori stagione
La tua pelle dopo il freddo e la pioggia... era strano accarezzarti... dava una bella sensazione al tatto... la vorrei ora...
Fa freddo, tutto fa schifo e sono solo. In più sono tutto bagnato. Fradicio.
Fanculo.
Fa freddo, tutto fa schifo e sono solo. In più sono tutto bagnato. Fradicio.
Fanculo.
Sydney Carton
Silent Rain
Non ho voglia di aprire
l'ombrello. Di questi tempi non si usa. Speravo di vedere la luce, ma il cielo
è ancora grigio.
Cammino e mi bagno,
sperando che quest'acqua possa lavare via i miei peccati.
Il cielo continua ad
essere grigio. Sono anni che è così grigio. Non si intravede uno spiraglio di
luce nella mia esistenza. Forse la fuga può essere una soluzione. Ma ho paura
che il grigio continui a inseguirmi. Che ormai il grigio si sia impossessato
della mia anima. Con la paura di non riuscire ad essere né libero né autentico
la fuga non ha senso.
No, non serve scappare.
Bisogna combattere questo male che mi devasta e mi brucia dentro. Si,
il nemico è dentro di me. La colpa è dentro di me, e mi sta consumando...
Grido, in silenzio. Nessuno mi sente. Nessuno può sentirmi.
La mia vergogna, la mia paura di non essere amato. Nessuno può sentirlo, eppure dentro la mia testa grido fortissimo.
Il mio odio per me stesso mi uccide. E se non mi uccide mi impedisce di vivere.
Sydney Carton
"La Nascita Di Venere" (scrivere, perchè?)
Perchè
buttare passioni, segreti
e verità
nascoste su
un foglio?
Perchè sporcare
quel candido
biancore del
foglio lindo?
perchè smascherarmi
al mondo
e rimanere
nudo come
un verme?
È doloroso.
Eppure, sempre
più, non
posso farne
a meno.
Esprimermi mi
manda in
estasi, generare
pensieri mi
da pace...
creare mi
da piacere.
Voglio viverlo.
Circondarmi da
fiori e
naturali bellezze.
Senza questo
piacere mi
sento morire...
e qualcosa,
ora più
che mai,
mi sta
uccidendo. La
vita comune,
il tempo
che passa
ed è
perso per
sempre. Come
diavoli si
insinuano insopportabili
nella mia
mente, come
tarli affamati
mi svuotan
lo spirito.
Combatto, ma
è sempre
più dura...
Salvarmi.
Salvatemi.
Robert Witman
Robert Witman
Un uomo di poche parole
Io non sono un uomo di poche parole. È che devi starmi a sentire e darmi ascolto, perché di parole ne ho anche troppe.
Se ci pensi quelli che sono davvero di poche parole sono i più ascoltati. Parlano per ore per non dire nulla...
No, non sono le parole che mancano, è che il mio sorriso mi ha lasciato e non so quando tornerà.
Se ci pensi quelli che sono davvero di poche parole sono i più ascoltati. Parlano per ore per non dire nulla...
No, non sono le parole che mancano, è che il mio sorriso mi ha lasciato e non so quando tornerà.
Sydney Carton
Berlino
ho
incontrato una ragazza
le sue cadenze erano perfette
l'amore intorno a lei
seguendo il movimento del suo fondo schiena
mi sono perso
camminando per la strada
non esistevano stop ne precedenze
ho bisogno di soffocare..
dio non esiste! lei diceva
la mia fine sembra ormai lontana sui suoi fianchi
la sua pancia mi scalda
la sua pelle mi accompagna
dio non esiste! lei diceva
pieno di arie per la conquista
alzavo il bavero della mia giacca
la strada è lunga verso la metropolitana
dio non esiste! lei diceva
il coraggio di affermare
di essere consapevole della passione
di sentirmi vincitore tra i perdenti
dio non esiste! lei diceva
l'amore intorno a lei
seguendo il movimento del suo fondo schiena
mi sono perso
camminando per la strada
non esistevano stop ne precedenze
ho bisogno di soffocare..
dio non esiste! lei diceva
la mia fine sembra ormai lontana sui suoi fianchi
la sua pancia mi scalda
la sua pelle mi accompagna
dio non esiste! lei diceva
pieno di arie per la conquista
alzavo il bavero della mia giacca
la strada è lunga verso la metropolitana
dio non esiste! lei diceva
il coraggio di affermare
di essere consapevole della passione
di sentirmi vincitore tra i perdenti
dio non esiste! lei diceva
Robert Witman
Brutto relativo
Non hai capito niente. Non ho capito niente.
Cecità assoluta.
- Ancora tu? Ma non
dovevamo non vederci più?
- Tu non mi hai mai
visto, tesoro
- No, è che sei tipo
bruttino
- Relativamente...
- In che senso?
- Tu vedi solo il
brutto che c'è in me. Da qualche parte deve esserci qualcosa di bello...
O almeno questo è quello che speravo. Continuavo
a guardarla, chiedendomi perché... A me piacciono le bionde. Io non piaccio
alle bionde. Devo avere un debole per le donne che mi prendono a schifo, o
qualcosa così...
- Allora, cosa stai
facendo della tua vita? -mi chiese per rompere quell'imbarazzante silenzio
- Bevo e scrivo poesie
mediocri... sperando di fare il botto...
- Non eri questo...
- No, non lo ero...
l'unica cosa che è rimasta uguale è la mia bruttezza credo... ma tu non hai mai
visto oltre questo
- Sei ingiusto
- Forse
Restammo in silenzio. L'avevo ferita. O forse
no. Ma chi se ne frega, lei non si è fatta troppi scrupoli a spezzarmi il
cuore... O forse no... Forse ci ha messo del tatto. In ogni caso il risultato è
stato devastante.
- Perché non ci hai
messo impegno... perché ti sei ridotto così?
- Continui a non vedere
-risposi sorridendo- io non sono ridotto male... tu parli così perché non hai
visto la mia follia...
- Follia?
- Ci ho tenuto troppo a
te, quello che è successo mi ha consumato l'anima... sai anche i bruttoni ne
hanno una...
- Piantala con questa
storia della bruttezza...
- L'hai cominciata
tu... io non mi vedo brutto... siete voi altre che non capite!
- Sicuro che la follia
sia passata?
- Mh... No, credo di
no... Ma questa non è follia... è qualcos'altro, tipo l'allegria delirante che
ho perso per strada...
Restammo in silenzio
per un attimo, poi scoppiammo a ridere entrambi.
- Ti ricordi quante
risate ci siamo fatti?
- L'amore è così, oggi
si ride insieme, domani si piange soli -rispose con uno sguardo malinconico
- Hai mai pianto per
me?
- No, per te mai...
Risi... Di quelle risate che servono a
mascherare una delusione cocente.
È così quando il tuo grande amore non è corrisposto.
Ti nascondi dietro un sorriso riconoscibile per finto da chiunque. E crepi di
invidia, perché quello che doveva essere il tuo amore è per un altro.
Ridi da solo. Piangi da solo. Nessuno ti caga.
Il fatto è che a te non frega un cazzo di niente
e di nessuno.
L'hai divinizzata. Quello che dice è assoluto.
Se lei ti dice che sei bruttino quella è la tua realtà. Anche se il suo
giudizio è solo relativo.
Sydney Carton
Stasera
Guardo i suoi occhi
non brillano stasera
non brillano più per me
Come una maschera copre un volto
la sua inespressività copre i suoi sentimenti
Lei mi abbraccia
mi stringe forte
quasi sembra un addio...
Robert Witman
non brillano stasera
non brillano più per me
Come una maschera copre un volto
la sua inespressività copre i suoi sentimenti
Lei mi abbraccia
mi stringe forte
quasi sembra un addio...
Robert Witman
Rigetto
Pensavo di guardare
indietro
invece mi stavi davanti
con il solito sguardo
freddo per me, caldo
per un altro
con una ferita che non
vuole rimarginarsi
nella glorificazione di
un passato mediocre
questa è la mia
rinuncia
a vivere
Sydney Carton
Per sempre?
Il problema è che mi piego troppo facilmente. Oggi mi sono svegliato piegato!
Non ricordo mai che non c'è più niente da perdere. Per i loro standard ho già perso tutto.
Davvero è così importante quello che pensano loro? Passi un sacco di tempo a chiederti se piaci o no, se quello che fai sarà accettato o no, se lei ti ama o no. E alla fine non ti chiedi mai se ti piaci, se ami le cose che fai, se la ami davvero (o se ti sei semplicemente infatuato per la sua bellezza e hai bisogno di fottere). E così facendo non sei mai veramente indipendente.
La solitudine è la più grossa verità della mia vita. Ad oggi.
Nessuno viene a salvarti. Nessuno può salvarti. La buona notizia è che non sei in pericolo.
È la vita che è così. Devi trovare la tua strada e seguirla. Ovviamente mentre vai avanti incontri qualcuno. E magari farete anche un pezzo di strada insieme. Ma non è detto che la destinazione finale sia la stessa per entrambi, questo non ci è dato saperlo.
Vorresti trovare amori e amicizie che durino per sempre, ma niente è per sempre. Nemmeno tu sei per sempre.
L'idea del sempre è un semplice modo per restare legati al passato. Per glorificare la tua pigrizia quando a vent'anni sei convinto di conoscere tutta la verità sulla vita.
Invece no. Fino al giorno in cui morirai non riuscirai a risolvere il mistero della tua vita.
Non ti resta che andare avanti. Sapendo che un giorno le persone che ami potrebbero non esserci più. O che tu potresti non esserci più per loro.
Sydney Carton
Occhi di ghiaccio
Mi guardi, con i tuoi
occhi di ghiaccio.
Ti sei accorta che
voglio qualcosa da te.
Il tuo corpo? La tua
anima?
Sei gelida nei miei
confronti.
Non vuoi acconsentire
al mio desiderio.
Senza neanche chiederti
se voglio prendere qualcosa o darti qualcosa...
Sydney Carton
Iscriviti a:
Post (Atom)

