La mia prigione sono io

giovedì 23 agosto 2012

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Non c'è un cazzo da fare, la vita mi tradisce sempre di più. 
Che stronza, dovrebbe essermi amica e invece no,  ha deciso di essere la mia morte. Morire... si nasce anche per quello, no? Che fregatura.
Sono stanco di tutto questo. Sono stanco e malato, vuoto, dentro, nell'anima, senza un'anima. Possibile?
Vado avanti senza uno scopo, senza un idea costruttiva, senza qualcosa che mi possa riempire le viscere, le budella, lo stomaco, i polmoni, il cuore..
La mia mente è distrutta, morta. Non riconosce le verità. Non accetta le verità. Non distingue più il vero dal falso, il bello dal brutto, il buono dal cattivo..
La mia mente è spentapersa, andata, disorientata.. 
La mia mente è pazza, io sono pazzo, io sono morto.

                                     William Turner


Sfogo

martedì 14 agosto 2012

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Ho bisogno di raccontare di me...
di esprimere le mie sensazioni, di condividere le mie emozioni.
Non voglio soffocarle, non voglio soffocarmi.
Ho bisogno di essere ascoltato, capito, guidato.
Non voglio perdermi, di nuovo.. non voglio.
Ho bisogno di piangere, di piangere all’infinito...
voglio eliminare questo dolore che mi perseguita, che mi uccide da dentro. 
Non voglio spegnermi, non voglio.
Ho voglia di innamorarmi, di amare e amare ancora.
Non voglio domare il mio istinto.
Ma sento che la fine è vicina.. tremendamente vicina.
Questo momento di respiro sta giungendo al termine..
Non voglio tornare giù, non voglio..

                         William Turner

Dopo l'estate (io non ti ho mai amata)

venerdì 10 agosto 2012

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Un'estate lontani. Non sai mai se la persona che ritroverai al tuo ritorno sarà la stessa. Nonostante tutto pensi al futuro e a tutto quello che può succedere.
Ho passato un'estate molto idealista. Ho idealizzato l'anno che abbiamo passato insieme. Un rapporto che nel bene e nel male ha rimarginato ferite dolorose, che ha cancellato qualcosa ed ha aperto le porte a qualcosa di nuovo.
Sono tornato a casa, aspettando anche il tuo ritorno. E quando sei tornata mi hai fatto un regalo bellissimo amandomi e facendomi sentire amato. È stato uno dei pochi momenti della mia vita in cui sono stato veramente felice.
Ma poi te ne sei andata. Ho pianto molte lacrime. Più per la mia nuova solitudine che per te.
Forse non ti ho mai amata.

Sydney Carton

Fatevi avanti ignavi

mercoledì 8 agosto 2012

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Ho vissuto la mia vita dedicandomi agli altri. Ai loro pensieri, alle loro voglie, alle loro abitudini.
Ho passato la mia vita a fare dei problemi degli altri i mie problemi. E ai miei problemi chi ci pensava?
Sono sempre stato un buon pensatore. 
E forse pensare troppo mi ha portato a non agire.
Ma non importava, perché io ero la persona adatta, giusta, quella che faceva comodo agli altri.
Ero bravo ad ascoltare. Ero molto bravo.
Perché a differenza di altre persone mi soffermavo a quello. Non giudicavo.
Una soluzione perfetta per chi voleva sfogarsi, confidarsi.
Avevano paura di confrontarsi con se stessi, così chiamavano me. Era come parlare allo specchio.
Ma era dura guardarsi e ammettere le proprie colpe. Sarebbero emerse subito.
Io invece ascoltavo, ascoltavo e basta. Era una vittoria scontata la loro.
Era come buttare la spazzatura. 
Quando il sacchetto era pieno bastava portarlo giù.
Qualcuno prima o poi l’avrebbe  portato via.
Così una volta confidatosi, erano vuoti, liberi, rimessi dai loro peccati, pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo.
Ed io, che ero bravo a pensare, ad ascoltare, ero pronto ad accogliere un’altra vittima. 

                                William Turner


                                         

Pretty girls make grave

sabato 4 agosto 2012

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Lei è morta. E anche se non è morta è come se lo fosse. Io ci ho messo una croce sopra.
Con lei è morta anche una parte di me. Ci tenevo troppo.
Entrambi non meritavamo. Lei non meritava la mia passione. Io non meritavo di essere trattato così.
Ma anche la mia passione è morta. Io non so più amare.
Il mio spirito romantico è morto. Sono diventato un tipo mediocre e conformista. Sono morto io.
Spero che un giorno tutto possa finire. E che io possa tornare ad amare e a vivere.


Sydney Carton

Tanti auguri figlio di puttana!

venerdì 3 agosto 2012

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Ancora qualche minuto e la mezzanotte sarebbe scoccata, e un altro anno se ne sarebbe andato.
Ho atteso quel momento standomene seduto sulla spiaggia, su una di quelle vecchie sedie di legno.
Sotto di me la sabbia. Fredda. Umida. 
Qualche sassolino tra le dita..qualche formica sulle gambe..
Me ne stavo seduto su quella stupida sedia e davanti a me il mare faceva un gran casino. Forse sapeva del motivo per cui ero li. Sapeva che da li a breve qualcosa sarebbe cambiato..e quindi batteva più forte che poteva. 
Mi stava ringraziando.. era l'ospite d'onore della festa. 
"Ma quale festa pensavo io..non c'è ne sono palloncini qui! "
Ma lui continuava a fare casino.. ed io l'ammiravo sempre di più.
Me ne stavo li, seduto con i piedi nella sabbia umida e la testa immersa nell'oceano..nei suoi rumori..nelle sue movenze..lo sapeva fare il suo lavoro, pensai.. avevo scelto il compagno giusto, pensai ancora.
I minuti stavano passando e il bicchiere di vodka era finito. 
Mi rimanevano due birre..aprii la prima.
Era buona, fresca, come l'aria che stavo respirando. 
Ero sempre più convinto di aver scelto il posto giusto.
Di solito non lo sceglievo mai..non sceglievo neanche le persone con cui stare.. ho sempre "festeggiato" in posti che non mi piacevano..con delle persone, che a volte neanche conoscevo. Questa volta no. 
"Festeggio a modo mio". Mi ero detto.
La birra stava finendo e il mare sembrava annoiato. Non batteva più come prima...era stanco di aspettare.
La luna se ne accorse, e approfittò del momento. 
Voleva dire la sua. Era li pure lei dopotutto.
"Cara luna dimmi tutto". Non disse niente..come avrebbe potuto.
Ma c'era qualcosa in lei di diverso..di meraviglioso.
Era immensa, così come il cielo che la ospitava. 
Era bianchissima, lucente e possente. Ferma e concentrata.
Assomigliava a qualcosa di straordinario. 
Nell'insieme dava quel senso di tranquillità e serenità, solitudine e tristezza. 
Era il mio riflesso.. e per la prima volta mi stava piacendo. 
Era bello guardarsi e ammirarsi.
Ero sempre seduto, e stavo sempre bevendo. 
Controllai l'ora..la mezzanotte era arrivata e passata.
Nessuno mi aveva avvisato. Il mare, la luna.. non fecero niente di diverso. Niente per farmi capire che era arrivato il momento. Forse quegli istanti, quei momenti, stavano piacendo anche a loro..e non volevano che giungessero al termine. Ma erano finiti purtroppo. E loro lo sapevano.. io lo sapevo. Così finii la birra, mi alzai e salutai i miei due amici. Tornai a casa con la sabbia bagnata ai piedi e qualche formica nelle mutande.
Tornai alla realtà.. consapevole di dover aspettare un altro anno per sentirmi così.... vivo.


                                                       William Turner




Essere o non essere

mercoledì 1 agosto 2012

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Mi chiedo spesso perché le persone  tentino di essere altre persone.
Tutti abbiamo una fisionomia, un carattere, una personalità.
Perché dovremmo essere come gli altri?! Perché vorremmo essere gli altri?!
Io so come sono fatto e conosco i miei pregi e i miei difetti.
A volte non mi piaccio. Mi rimprovero. 
Ma ho sempre mantenuto un comportamento coerente con il mio stato d’animo. Ho creato e mantenuto una mia individualità.
L’ho creata, mantenuta e vissuta sperando che piacesse agli altri.
Si, gli altri. Gli occhi e i giudizi altrui.
Forse è questo il problema. 
Forse ci comportiamo come ci comportiamo solo per piacere agli altri.
Trascurando noi stessi. Indossando delle maschere che gli altri ci offrono.
Così sono loro, gli altri, che decidono per noi. Su di noi.
Su come vestirci, su come parlare, su cosa dire, sulle persone da frequentare e quelle da lasciar perdere.
Su cosa e come mangiare. Su cosa e quanto bere.
Su quale tipo di scuola frequentare e se essere il bullo o lo sfigato di turno.
Sono loro, gli altri, che decidono se devi essere una rock star o un discotecaro.
Decidono loro quale musica fa per te. 
Decidono loro se devi essere un appassionato di cinema, di arte o di sport.
Decidono sempre loro se devi essere un campione o uno dei tanti. Uno qualunque. Perché tutto questo? 
Perché vivere fingendo? Perché fingere di essere quello che non siamo?
È forse la paura di essere rifiutati?
Sono gli altri che decidono o siamo noi che abbiamo paura di osare?  Paura di essere.
E se questo ragionamento  fosse vero, fosse logico, sensato…
non dovrebbe valere anche per loro?  ..Ma sono io a farlo.. e sono io a subirlo. 


                                               William Turner

Paint it black (una svolta poetica forse)

domenica 29 luglio 2012

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È tutto nero. Il mio cuore è nero.
Non è la rinuncia a vivere. Piuttosto è l'espressione di un sentimento.
Di rabbia, alienazione, solitudine, disperazione. Del non sapre che cazzo fare di questa vita.
Della speranza che ci sia un'altra vita, piena di colori e di caldi sorrisi.
Questa qui è nera, bagnata da una valle di lacrime.
Non ha senso idealizzare il passato. E nemmeno sperare nel futuro.
Il presente va accettato così com'è. E se senti nero, dipingi nero.

Sydney Carton

Buongiorno!

giovedì 26 luglio 2012

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Mi  svegliai con i postumi della sbornia.. una sensazione poco felice.
Sentii il bisogno di pisciare, così mi alzai e andai in bagno. Pisciai.
Poi mi lavai le mani e mi sciacquai la faccia con l’acqua fredda.
Pisciai di nuovo. Ma non cambiò molto.
Mi girava ancora la testa e il mio cervello era fuso..  il mio corpo era fuori uso.
Vedevo a stento. E se chiudevo gli occhi perdevo l’equilibrio.
Non potevo rischiare.
Finii di pisciare. Tirai lo sciacquone e lavai nuovamente le mani.
Poi mi guardai allo specchio e pensai: che brutta cera ragazzo! Ma allo stesso mi sentii fortunato.
Ero solo in casa e nessuno poteva vedermi. Eravamo solo io e il mio riflesso. 
Era una lotta alla pari.
Avrei potuto anche vincere. Non successe.
Andai in cucina con l’intenzione di fare colazione.. così preparai il caffè.
Attesi che la macchinetta facesse il suo lavoro. Finì.
Ero pronto a bere il mio caffè.
Presi la tazzina e l’avvicinai alla bocca. Arrivò prima l’odore. 
Era forte. Sembrava buono.
Bevvi ma feci fatica. 
Il mio stomaco era sottosopra, sconvolto. Ed io lo ero con lui.
Finii di bere il caffè. Ero disgustato. Non fu una buona idea.
Mi salì una forte sensazione di nausea.  
Avevo bisogno di vomitare. Avevo voglia di vomitare.
Ma era tardi. Non potevo fermarmi a pensare a qual’era la cosa giusta da fare.
Trattenni il vomito e andai in camera.
Indossai i vestiti del giorno prima e uscii di casa.

                                William Turner

8 Gennaio

venerdì 20 luglio 2012

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Ricordo che quella sera faceva particolarmente freddo.               L’aria era decisamente gelida, ghiacciata, polare se si vuole. 
L’inverno si faceva sentire. Il gelo si faceva sentire. 
La poca neve caduta i giorni prima era ormai congelata. 
Per le strade, sui campi, nessun pupazzo era stato creato. 
Il tempo e la natura avevano giocato un brutto scherzo ai bambini. 
Nessun sciocco cappello quindi. Nessuna stupida carota.
Nessun vecchio bottone. Niente. Se non il nulla.
Quella sera il mio corpo rabbrividiva. Tremava. Gemeva.
Quella sera, ricordo, il mio corpo era scosso. Terrorizzato.
Ma non era il freddo. 
Non era il gelo sceso in terra che si prendeva gioco di me. No. 
Quella notte, ricordo, il mio corpo e la mia mente erano impauriti e intimoriti da te.
Te, che in mezzo a quell’ambiente infelice e desolato emergevi forte e sicura. Te, che come un fiore quando sboccia, mostravi tutta la tua bellezza e la tua essenza. Te, che ti mostravi semplice e naturale. Pronta. Avvolta in qualche aura speciale. 
Ed io ero evidentemente confuso. 
Debole. Completamente abbandonato a me stesso.
Ma quella notte la mia esitazione si era unita alla tua voglia. 
Al tuo appetito. Al tuo sentimento.
Il tuo sguardo desideroso si ero posato sul il mio, e dopo esserci ammirati e adorati, ci lasciammo andare in un bacio intenso,violento, pieno d‘amore e dei nostri bisogni più nascosti.
La tua passione si era congiunta alla mia eccitazione.
Le nostre anime si erano unite in un qualcosa di meraviglioso. D’incantevole.
La neve era tornata a cadere. Bianca, pulita, soffice.
Degna di noi e del nostro amore.


                                  William Turner

Armchair Hero

mercoledì 18 luglio 2012

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Fai la società civile. In rete.
Non sei capace di parlare con le persone, ma se c'è una barriera tra te e loro tutto è più semplice.
Si cazzo! La rete è la rivoluzione. Ci confrontiamo e cambiamo il mondo. Seduti su una poltrona con le pantofole e il tea caldo al limone.
Vaffanculo! Vaffanculo politici di merda!
Ci rubate tutto! Ci rubate l'anima!
Ah l'internet. Internet è la rivoluzione! Diffondiamo tra i nostri (minimo) dieci amici su Facebook e cambieremo il mondo! Si lo scardineremo questo sistema del cazzo!
Lo dici e lo ripeti che internet è il cambiamento. Ma poi lo sai anche te che la gente lo usa prevalentemente per i pornazzi e che nessuno vuole cambiare le cose. A nessuno è mai importato veramente. È faticoso.
Se te ne fregasse qualcosa di cambiare il mondo alzeresti il culo e smetteresti di tenertelo sempre in mano. Per dire.
Magari non cambi le cose eh. Però vuoi mettere, è comunque un passo avanti rispetto a quelle due cazzate che può dire anche l'ultimo degli stronzi...
 

Sydney Carton

In pace con me stesso

giovedì 12 luglio 2012

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Non ero per niente stanco quella notte, così restai alzato un po’ più del solito.
Non avevo idee sul cosa fare, così accesi la tv con la speranza di trovare qualcosa di interessante da vedere.
Non fu così. Spensi la tv.
Ero seccato, annoiato, ma dovevo fare comunque qualcosa. Decisi di aspettare.
Aspettare era piacevole, non si faceva fatica. E questo era molto importante.
Bastava avere un po’ di pazienza e tanta immaginazione.... ed io ne avevo abbastanza di entrambe.
Scelsi di aspettare quindi, e scelsi di farlo guardando fuori dalla finestra.
La vista dalla finestra della mia camera è meravigliosa, sorprendente, profonda, invidiabile.
Ma era notte fuori, e la maggior parte dei lampioni erano spenti. Le luci della città erano spente. "Che cosa avrei potuto vedere? Cosa speravo di trovare?"
Il mio sguardo finì per fissarsi sull’orizzonte. Era buio, era notte fonda. L’orizzonte non mi mostrava niente. Quello che vedevo lo immaginavo.
Nell’atmosfera c’era solo il buio della notte. C’era solo l’oscurità mischiata alla mia immaginazione.
Niente era definito.
Non si vedeva niente. Non si sentiva niente. Il silenzio era più forte di qualsiasi rumore.
Non una macchina, non un cinguettio di uccelli. Non c’era niente fuori. Era come se il mondo si fosse fermato. Era come se la vita e la natura si fossero fermati. E si erano fermati con me.
Era bellissimo. Il tempo passava, i minuti passavano, ed io stavo aspettando.
E lo stavo facendo alla grande.
                                              
                                           William Turner

Tornerai strisciando

giovedì 5 luglio 2012

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Me ne vado. Dove non lo so.
Di sicuro lontano da questa miseria.
Sono uno di voi, dite. Io dico di no. Come pretendiate di saperlo meglio di me non si capisce.
Me ne vado. Vorrei dire che me ne vado per la mia strada. Ma non so nemmeno se c'è una strada per me.
Vado via. Sperando di trovare qualcosa. Per tentativi.
Lo so cosa pensate. Che mi considerate un buono a nulla.
Sperate che io torni indietro strisciando ma penso che non succederà.
Preferisco vivere da solitario con tutto il mio dolore che morire di una solitudine mascherata da compagnia.

Sydney Carton

The dice is cast

lunedì 2 luglio 2012

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Non sento più il calore
non sento più il dolore
l'amore è meschino
l'amore è cattivo
ma ormai questo non ha più valore....
i castelli non hanno più importanza
Son lontano dalla realtà...
forse non esiste più nessuna realtà che mi possa perdere
ormai la paura mi stringe nell'ultimo abbraccio
lascio il mio odio a chi ne ha veramente bisogno
lascio tutto il mio odio a chi ne saprà far fruttare le prodezze

                            Robert Witman

Il mio demone

mercoledì 27 giugno 2012

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Il mio demone non mi lascerà mai. La mia anima sarà maledetta per sempre.
Non ci sono possibilità per essere felici. Non c'è via d'uscita.
Il mio demone mi possiede. La maschera di un angelo copre la sua malvagità e la sua perversione.
Mi uccide. Da dentro. Io non posso difendermi.
Una valle devastata dalla carestia. Sarà così per sempre.
Mi guarda. Sorride. Vedo la sua bellezza. Amo la sua bellezza. Anche se nasconde qualcosa di terribile.
L'unica luce nell'oscurità.
Mi illudo di poterlo possedere. Ma è lui che possiede me. Che mi consuma istante dopo istante.
Non c'è via d'uscita. Sarà così per sempre.


Sydney Carton

Perciò che vada tutto a fanculo!

martedì 26 giugno 2012

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Era una sera di piena estate. Il caldo soffocava tutto e tutti.... non c'era niente che potesse rinfrescare me e il mio animo del cazzo. Tutto puzzava, le zanzare prolificavano in ogni angolo della città, dei parchi e non c'era niente che ti potesse dare sollievo se non rinchiudersi in un frigo....odio l'estate....
Stavo seduto al bancone del bar, in uno dei tanti bar... patetico. Bevevo, bevevo e ribevevo. Non mi dissetavo mai, la sete mi stringeva la gola e le palle, una morsa stritolante. Non solo la situazione faceva schifo, ma dietro al bancone, al posto della solita cameriera simpatica e carina, c'era il proprietario grasso e peloso... uno schifo di uomo!
Le ho dato una settimana di ferie, non c'è in giro un fottutissimo cliente... apparte te, ovviamente, e qualche ubriacone di turno.... come te! Haha!”
Stupido ciccione... con tutti i soldi che spendevo li, poteva portarmi un po' di rispetto!
Comunque. Macinavo sull'ultima raccolta di poesie patetiche scritta mentre ingurgitavo ettolitri di birra....
Continuavo a pensare a quanto la mia “arte poetica” facesse schifo e su come potesse piacere... pensavo cosa cazzo iteressasse alla gente delle mie emozioni, dei miei pensieri e dei miei amori... e soprattutto quanto fossero in realtà interessanti i miei continui fallimenti.
Hei, stupido ciccione!” gridai al barista
Che diavolo vuoi Robert?” hai finito il bicchiere?” disse mentre contava i pochi soldi nel registratore di cassa...
No... avrei una domanda seria da farti!”
Non incominciare con le tue patetiche tiritere...”
No, questa è seria veramente!” e mi avvicinai un po' di più con il seggiolino al bancone
Spara!”
Secondo te perchè la gente legge le mie stupide poesie?”
mi guardò un po' annoiato
Vuoi la verità?” chiese avvicinandosi con il suo faccione al mio
Certo” risposi trepidante
Non lo so! E sinceramente non me ne frega niente, come non mi frega niente della gente in generale. Vuoi un consiglio? Fregatene di tutto... lascia perdere il perchè o il per come... ti arrivano i dollaroni in tasca per quello che scrivi? Si? E allora lascia perdere tutto il resto! La razza umana non merita ne domande ne risposte!” E si allontanò....
rimasi in silenzio e senza un pensiero in testa per qualche minuto... mi aveva svuotato il cervello...
Hey stupido ciccione!” gridai
Cosa vuoi ora Robert? Ti ho già detto quello che penso....”
Sorrisi e alzando il bicchiere ribattei:
Ho il bicchiere vuoto ora!”

                               Robert..

Kind hearted light

venerdì 22 giugno 2012

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Se ne andava via con la sua valigia, ad ogni passo sempre più lontana da me.
Il sole la illuminava, ormai potevo vederla solo di spalle. Restava comunque bellissima.
E andava via. Ad ogni passo sempre più lontana.
Avrei potuto raggiungerla, forse avrei dovuto raggiungerla.
Lei voleva andarsene, io non volevo seguire la sua strada.
Due strade diverse, forse a un certo punto ci incontreremo di nuovo. Forse no.
Dove vai non lo sai, nessuno lo sa. L'unica certezza è quello che ti lasci alle spalle.
E alle tue spalle ci sono io. Riuscendo ad essere sempre il tuo passato e mai il mio futuro.

Sydney Carton

Abulia

mercoledì 20 giugno 2012

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Accarezzo la verità
tonda e morbida
scendo giù lungo la vita
essenziale e compromessa
vorrei entrare in lei
vorrei goderne a pieno
possederla e sottometterla
accarezzo ancora
un'altra parte questa volta
quella che si spezza con la fatica
così morbida dopotutto
ora la spingo giù
sono malato forse

                                          Robert Witman

Principio

martedì 5 giugno 2012

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Nel disastro più totale della mia vita
solo cieli plumbei scorgo
non più orizzonti dorati
neanche la possibilità di sognare mi è lasciata
demoni mi circondano, paure mi stringono
ora il futuro è da lasciare
il covo segreto abbandonare
scendere ad una morte suggestiva
                   
                                                               

Un acquazzone fuori stagione

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La tua pelle dopo il freddo e la pioggia... era strano accarezzarti... dava una bella sensazione al tatto... la vorrei ora...
Fa freddo, tutto fa schifo e sono solo. In più sono tutto bagnato. Fradicio.
Fanculo.


Sydney Carton

Silent Rain

giovedì 31 maggio 2012

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Non ho voglia di aprire l'ombrello. Di questi tempi non si usa. Speravo di vedere la luce, ma il cielo è ancora grigio.
Cammino e mi bagno, sperando che quest'acqua possa lavare via i miei peccati.
Il cielo continua ad essere grigio. Sono anni che è così grigio. Non si intravede uno spiraglio di luce nella mia esistenza. Forse la fuga può essere una soluzione. Ma ho paura che il grigio continui a inseguirmi. Che ormai il grigio si sia impossessato della mia anima. Con la paura di non riuscire ad essere né libero né autentico la fuga non ha senso.
No, non serve scappare. Bisogna combattere questo male che mi devasta e mi brucia dentro. Si, il nemico è dentro di me. La colpa è dentro di me, e mi sta consumando...
Grido, in silenzio. Nessuno mi sente. Nessuno può sentirmi.
La mia vergogna, la mia paura di non essere amato. Nessuno può sentirlo, eppure dentro la mia testa grido fortissimo.
Il mio odio per me stesso mi uccide. E se non mi uccide mi impedisce di vivere.

Sydney Carton

"La Nascita Di Venere" (scrivere, perchè?)

mercoledì 30 maggio 2012

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"La Nascita Di Venere"
Marzia Montrone
collage su cartoncino-36x26





Scrivere, perchè scrivere?
Perchè buttare passioni, segreti e verità nascoste su un foglio? Perchè sporcare quel candido biancore del foglio lindo? perchè smascherarmi al mondo e rimanere nudo come un verme? È doloroso. Eppure, sempre più, non posso farne a meno. Esprimermi mi manda in estasi, generare pensieri mi da pace... creare mi da piacere. Voglio viverlo. Circondarmi da fiori e naturali bellezze. Senza questo piacere mi sento morire... e qualcosa, ora più che mai, mi sta uccidendo. La vita comune, il tempo che passa ed è perso per sempre. Come diavoli si insinuano insopportabili nella mia mente, come tarli affamati mi svuotan lo spirito. Combatto, ma è sempre più dura...
Salvarmi. Salvatemi.
                              Robert Witman

Un uomo di poche parole

sabato 26 maggio 2012

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Io non sono un uomo di poche parole. È che devi starmi a sentire e darmi ascolto, perché di parole ne ho anche troppe.
Se ci pensi quelli che sono davvero di poche parole sono i più ascoltati. Parlano per ore per non dire nulla...
No, non sono le parole che mancano, è che il mio sorriso mi ha lasciato e non so quando tornerà.


Sydney Carton

Berlino

martedì 22 maggio 2012

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ho incontrato una ragazza 
le sue cadenze erano perfette
l'amore intorno a lei
seguendo il movimento del suo fondo schiena
mi sono perso
camminando per la strada
non esistevano stop ne precedenze
ho bisogno di soffocare..
dio non esiste! lei diceva
la mia fine sembra ormai lontana sui suoi fianchi
la sua pancia mi scalda
la sua pelle mi accompagna
dio non esiste! lei diceva
pieno di arie per la conquista
alzavo il bavero della mia giacca
la strada è lunga verso la metropolitana
dio non esiste! lei diceva
il coraggio di affermare
di essere consapevole della passione
di sentirmi vincitore tra i perdenti
dio non esiste! lei diceva

                                       Robert Witman

Brutto relativo

mercoledì 16 maggio 2012

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Non hai capito niente. Non ho capito niente. Cecità assoluta.
- Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più?
- Tu non mi hai mai visto, tesoro
- No, è che sei tipo bruttino
- Relativamente...
- In che senso?
- Tu vedi solo il brutto che c'è in me. Da qualche parte deve esserci qualcosa di bello...
O almeno questo è quello che speravo. Continuavo a guardarla, chiedendomi perché... A me piacciono le bionde. Io non piaccio alle bionde. Devo avere un debole per le donne che mi prendono a schifo, o qualcosa così...
- Allora, cosa stai facendo della tua vita? -mi chiese per rompere quell'imbarazzante silenzio
- Bevo e scrivo poesie mediocri... sperando di fare il botto...
- Non eri questo...
- No, non lo ero... l'unica cosa che è rimasta uguale è la mia bruttezza credo... ma tu non hai mai visto oltre questo
- Sei ingiusto
- Forse
Restammo in silenzio. L'avevo ferita. O forse no. Ma chi se ne frega, lei non si è fatta troppi scrupoli a spezzarmi il cuore... O forse no... Forse ci ha messo del tatto. In ogni caso il risultato è stato devastante.
- Perché non ci hai messo impegno... perché ti sei ridotto così?
- Continui a non vedere -risposi sorridendo- io non sono ridotto male... tu parli così perché non hai visto la mia follia...
- Follia?
- Ci ho tenuto troppo a te, quello che è successo mi ha consumato l'anima... sai anche i bruttoni ne hanno una...
- Piantala con questa storia della bruttezza...
- L'hai cominciata tu... io non mi vedo brutto... siete voi altre che non capite!
- Sicuro che la follia sia passata?
- Mh... No, credo di no... Ma questa non è follia... è qualcos'altro, tipo l'allegria delirante che ho perso per strada...
Restammo in silenzio per un attimo, poi scoppiammo a ridere entrambi.
- Ti ricordi quante risate ci siamo fatti?
- L'amore è così, oggi si ride insieme, domani si piange soli -rispose con uno sguardo malinconico
- Hai mai pianto per me?
- No, per te mai...
Risi... Di quelle risate che servono a mascherare una delusione cocente.
È così quando il tuo grande amore non è corrisposto. Ti nascondi dietro un sorriso riconoscibile per finto da chiunque. E crepi di invidia, perché quello che doveva essere il tuo amore è per un altro.
Ridi da solo. Piangi da solo. Nessuno ti caga.
Il fatto è che a te non frega un cazzo di niente e di nessuno.
L'hai divinizzata. Quello che dice è assoluto. Se lei ti dice che sei bruttino quella è la tua realtà. Anche se il suo giudizio è solo relativo.

Sydney Carton

"l'incubo"

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                              Marzia Montrone
                    collage su cartoncino-19x29

Stasera

sabato 12 maggio 2012

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Guardo i suoi occhi
non brillano stasera
non brillano più per me
Come una maschera copre un volto
la sua inespressività copre i suoi sentimenti
Lei mi abbraccia
mi stringe forte
quasi sembra un addio...

                                                                  Robert Witman

Rigetto

venerdì 11 maggio 2012

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Pensavo di guardare indietro
invece mi stavi davanti
con il solito sguardo
freddo per me, caldo per un altro
con una ferita che non vuole rimarginarsi
nella glorificazione di un passato mediocre
questa è la mia rinuncia
a vivere

Sydney Carton

Per sempre?

martedì 8 maggio 2012

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Il problema è che mi piego troppo facilmente. Oggi mi sono svegliato piegato!
Non ricordo mai che non c'è più niente da perdere. Per i loro standard ho già perso tutto.
Davvero è così importante quello che pensano loro? Passi un sacco di tempo a chiederti se piaci o no, se quello che fai sarà accettato o no, se lei ti ama o no. E alla fine non ti chiedi mai se ti piaci, se ami le cose che fai, se la ami davvero (o se ti sei semplicemente infatuato per la sua bellezza e hai bisogno di fottere). E così facendo non sei mai veramente indipendente.
La solitudine è la più grossa verità della mia vita. Ad oggi.
Nessuno viene a salvarti. Nessuno può salvarti. La buona notizia è che non sei in pericolo.
È la vita che è così. Devi trovare la tua strada e seguirla. Ovviamente mentre vai avanti incontri qualcuno. E magari farete anche un pezzo di strada insieme. Ma non è detto che la destinazione finale sia la stessa per entrambi, questo non ci è dato saperlo.
Vorresti trovare amori e amicizie che durino per sempre, ma niente è per sempre. Nemmeno tu sei per sempre.
L'idea del sempre è un semplice modo per restare legati al passato. Per glorificare la tua pigrizia quando a vent'anni sei convinto di conoscere tutta la verità sulla vita.
Invece no. Fino al giorno in cui morirai non riuscirai a risolvere il mistero della tua vita.
Non ti resta che andare avanti. Sapendo che un giorno le persone che ami potrebbero non esserci più. O che tu potresti non esserci più per loro.


Sydney Carton


Occhi di ghiaccio

venerdì 4 maggio 2012

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Mi guardi, con i tuoi occhi di ghiaccio.
Ti sei accorta che voglio qualcosa da te.
Il tuo corpo? La tua anima?
Sei gelida nei miei confronti.
Non vuoi acconsentire al mio desiderio.
Senza neanche chiederti se voglio prendere qualcosa o darti qualcosa...

Sydney Carton