Robert Witman
Fantasie Assassine
Pensava spesso a lei, ai
suoi seni sodi e tondi, al suo ventre invitante e alle sue labbra
calde e vogliose. Spesso non dormiva le notte, in preda
all'eccitazione. Sognava di accarezzare i suo fianchi morbidi e di
baciarle la schiena. Era tutto ciò che desiderava. Non chiedeva
altro che possederla, tutta per se e per i suoi piaceri. Ma non
poteva averla, raggiungerla. Era qualcosa di impossibile. Soffrì per
giorni, mesi, anni! E morì solo nella sua tristezza. Ciò che non
possiamo avere ci uccide.
Nebbia
Sei apparsa dal nulla
eri bellissima
ed io cercavo di rubarti gli occhi
ma tu tenevi lo sguardo basso
e poi sei scomparsa
sei venuta dalla nebbia
e nella nebbia te ne sei andata
eri bellissima
ed io cercavo di rubarti gli occhi
ma tu tenevi lo sguardo basso
e poi sei scomparsa
sei venuta dalla nebbia
e nella nebbia te ne sei andata
Sydney Carton
Sfiga
[...]
E appena mi resi conto di avere la vera sfiga di fronte ai miei occhi,
ebbi un forte sussulto alla bocca dello stomaco, come un senso di nausea...
[...]
(perchè la mia non era vera sfiga. solo un modo di essere diverso rispetto alla norma. un modo di essere che la maggior parte delle persone davvero o non può o non riesce a capire...)
[...]
Un momento illuminante in cui compresi di essere uno stronzo a non aver mai avuto il coraggio di esprimere la mia diversità e la mia sensibilità.
[...]
E la cosa che mi sta sui coglioni è che tu avevi ragione ed io torto.
E a me non piace avere torto.
Sydney Carton
è vero o non è vero?
Tutti
cercano, vogliono e pretendono la verità. Ma poi, quando essa arriva forte e
decisa, irrompendo e rompendo gli equilibri della vita, viene allontanata. Viene
presa come qualcosa che non si può reggere. Qualcosa di pericoloso. E allora si continua a fare finta di niente. Si cerca un’altra verità da rinnegare. Si continua a vivere come sempre. Nelle bugie.. nelle belle parole...nelle false speranze.. nei finti sentimenti... Insomma, nella solita merda.
William Turner
William Turner
Mai avere i piedi per terra!
lavava e rilavava i bicchieri in quel piccolo e sudicio bar fuori dal centro.....
continuava senza sosta, non si fermava, qualunque cosa succedesse....
non sentiva la fatica...
la sua mente era altrove...
la sua mente sognava.
Robert Witman
continuava senza sosta, non si fermava, qualunque cosa succedesse....
non sentiva la fatica...
la sua mente era altrove...
la sua mente sognava.
Robert Witman
Scansafatiche
Anche questa mattina non ho sentito la sveglia. Ieri ho dormito fino a mezzo giorno. Era da tanto che non lo facevo. Ne avevo bisogno.
Tutti si muovono, tutti faticano. Io non ho voglia di fare niente.
Cioè, non è che non ho voglia di non fare niente, è che ho l'impressione che tutto questo non serva a niente.
Nessuno ti chiede mai cosa è importante. Cosa è importante per te, intendo.
Non sei che un numero e non puoi fare altro che adattarti a quello che gli altri pensano sia importante.
Mi rompo troppo il cazzo ad essere così. Sul serio.
Credetemi, io vorrei tanto essere una di quelle persone solari, produttive e tutto. Di quelli che fanno le cose che fanno tutti e te le fanno passare come chissà quali grandi imprese.
Chissà se se ne rendono conto o se hanno lasciato ogni speranza all'entrata. Forse loro hanno capito che davvero non c'è speranza e alla fine si sono adattati, con tutta questa recita della produttività, del merito e compagnia bella.
Io ci spero ancora. In che cosa non lo so. Non so quali sono le cose veramente importanti. Nessuno me l'ha mai chiesto. E poi alla fine le cose che per me sono importanti non interessano quasi a nessuno...
Credetemi, non sono sarcastico, io davvero odio essere così pigro e disadattato.
Non mi resta che adattarmi e diventare solare e produttivo anch'io. Un giorno. Domani.
Tutti si muovono, tutti faticano. Io non ho voglia di fare niente.
Cioè, non è che non ho voglia di non fare niente, è che ho l'impressione che tutto questo non serva a niente.
Nessuno ti chiede mai cosa è importante. Cosa è importante per te, intendo.
Non sei che un numero e non puoi fare altro che adattarti a quello che gli altri pensano sia importante.
Mi rompo troppo il cazzo ad essere così. Sul serio.
Credetemi, io vorrei tanto essere una di quelle persone solari, produttive e tutto. Di quelli che fanno le cose che fanno tutti e te le fanno passare come chissà quali grandi imprese.
Chissà se se ne rendono conto o se hanno lasciato ogni speranza all'entrata. Forse loro hanno capito che davvero non c'è speranza e alla fine si sono adattati, con tutta questa recita della produttività, del merito e compagnia bella.
Io ci spero ancora. In che cosa non lo so. Non so quali sono le cose veramente importanti. Nessuno me l'ha mai chiesto. E poi alla fine le cose che per me sono importanti non interessano quasi a nessuno...
Credetemi, non sono sarcastico, io davvero odio essere così pigro e disadattato.
Non mi resta che adattarmi e diventare solare e produttivo anch'io. Un giorno. Domani.
Sydney Carton
giallo
Quello che sento è indescrivibile.
Quello che provo è inspiegabile.
Mantengo un certo equilibrio ormai instaurato.
Vivo con una falsa staticità.
Tutto è così diverso ora, per quanto solito e normale.
Tutto è così strano adesso, per quanto comune e naturale.
Sono forse io?
Sono cambiato si. Molto, troppo, il giusto forse, ma vedo tutto
e niente, perché?
Tutto è così ....
William Turner
Loveless
Continuava a parlare, voleva attenzione. Troppa attenzione.
Ed io stavo zitto. Nel mio mondo. In pieno imbarazzo. Non volevo essere lì, volevo starmene solo.
Comincio ad amarla, la solitudine. Non so se e quando finirà, quindi non mi resta che amarla ed accettarla.
Lei non si ama. E cerca disperatamente l'amore altrui.
Alzava la voce, era il centro dell'attenzione.
Io non ascoltavo più. Pensavo all'amore.
Pensavo che non so che cos'è.
Se è una cosa che ti viene da dentro o che arriva da fuori...
Se la mia solitudine è una scelta inconsapevole o una condanna dell'esistenza...
Ed io stavo zitto. Nel mio mondo. In pieno imbarazzo. Non volevo essere lì, volevo starmene solo.
Comincio ad amarla, la solitudine. Non so se e quando finirà, quindi non mi resta che amarla ed accettarla.
Lei non si ama. E cerca disperatamente l'amore altrui.
Alzava la voce, era il centro dell'attenzione.
Io non ascoltavo più. Pensavo all'amore.
Pensavo che non so che cos'è.
Se è una cosa che ti viene da dentro o che arriva da fuori...
Se la mia solitudine è una scelta inconsapevole o una condanna dell'esistenza...
Sydney Carton
2013
Duemilatredici. Ho passato la prima settimana di questo anno in completa solitudine. Mi andava così.
Non è cambiato nulla. Nel senso che tutto continua a cambiare.
Trovo comunque stupido basare i miei stati d'animo su quello che c'è scritto sul calendario. E quest'anno non ho né speranze né buoni propositi.
Il futuro non mi spaventa. Ma non ho neanche questi grandi sogni.
Quello che di cui mi sono reso conto è che il modo migliore che hai per vivere e quello di svegliarti ogni mattina, guardarti allo specchio e dire: "non so un cazzo".
E poi aspettare quello che la vita ha da darti, ed assaporarlo per conoscere qualcosa di nuovo. Nel bene e nel male.
Vivere un'avventura? Forse.
La verità è che questo è solo il mio io razionale. Poi nel mio cuore ci sono altre cose.
Io sono terrorizzato dal futuro, nel profondo del mio cuore.
Voglio qualcosa che c'era e che non c'è più. Non lo so descrivere questo qualcosa.
So che a volte provo delle sensazioni. Delle belle sensazioni, che riesco a collegare a momenti indefiniti del passato. Cose difficile da spiegare.
Penso che capire quello che senti sia l'esperienza umana più difficile. Forse perché non ha senso cercare di capire. Forse dovresti accontentarti di sentire e basta.
In ogni caso oggi sono felice. In generale nell'anno che è appena passato sono stato molto felice, come non lo ero stato da tempo.
Quindi, comunque andranno le cose, sono grato di quello che ho ricevuto fin'ora.
E poi c'è qualcosa che aspetta me e che solo io posso sapere. In qualche modo lo so.
Tutto questo è contradditorio. Ma è così importante essere coerenti?
Niente ha senso. Nemmeno la razionalità.
Non è cambiato nulla. Nel senso che tutto continua a cambiare.
Trovo comunque stupido basare i miei stati d'animo su quello che c'è scritto sul calendario. E quest'anno non ho né speranze né buoni propositi.
Il futuro non mi spaventa. Ma non ho neanche questi grandi sogni.
Quello che di cui mi sono reso conto è che il modo migliore che hai per vivere e quello di svegliarti ogni mattina, guardarti allo specchio e dire: "non so un cazzo".
E poi aspettare quello che la vita ha da darti, ed assaporarlo per conoscere qualcosa di nuovo. Nel bene e nel male.
Vivere un'avventura? Forse.
La verità è che questo è solo il mio io razionale. Poi nel mio cuore ci sono altre cose.
Io sono terrorizzato dal futuro, nel profondo del mio cuore.
Voglio qualcosa che c'era e che non c'è più. Non lo so descrivere questo qualcosa.
So che a volte provo delle sensazioni. Delle belle sensazioni, che riesco a collegare a momenti indefiniti del passato. Cose difficile da spiegare.
Penso che capire quello che senti sia l'esperienza umana più difficile. Forse perché non ha senso cercare di capire. Forse dovresti accontentarti di sentire e basta.
In ogni caso oggi sono felice. In generale nell'anno che è appena passato sono stato molto felice, come non lo ero stato da tempo.
Quindi, comunque andranno le cose, sono grato di quello che ho ricevuto fin'ora.
E poi c'è qualcosa che aspetta me e che solo io posso sapere. In qualche modo lo so.
Tutto questo è contradditorio. Ma è così importante essere coerenti?
Niente ha senso. Nemmeno la razionalità.
Sydney Carton
Ho bisogno di me
Cercare di cambiare. La cosa più insensata che io abbia mai cercato di fare.
Si cambia in continuazione. La vita ti costringe a farlo. E finché non ti guardi indietro non te ne rendi conto.
Il passato in questo momento mi appare molto sbiadito. Ci sono stati momenti tristi e momenti felici. Ma è come se ora non esistessero più.
Vivevo di invidia e risentimento. Forse sono ancora oggi un po' così. Ma non è più così importante.
Volevo piacere. Ed ero invidioso di quelli che piacevano.
Volevo riuscire nella vita. Ed ero invidioso di quelli che riuscivano.
Tutto questo tormento non c'è più. Credo.
Ho bisogno della mia solitudine. Di quella solitudine che ho tanto detestato. E che detesto ancora.
Ho bisogno di fare le cose che sono veramente importanti per me.
Ho bisogno di cambiare. Ma senza la pretesa di sapere cosa c'è dopo. Senza il dovere di essere accettato dalla società.
Ho bisogno di esistere. Facendo solo quello che è naturale per me, non quello che è socialmente corretto.
Ho bisogno di tornare ad esprimere la mia identità.
Ho bisogno di me.
Si cambia in continuazione. La vita ti costringe a farlo. E finché non ti guardi indietro non te ne rendi conto.
Il passato in questo momento mi appare molto sbiadito. Ci sono stati momenti tristi e momenti felici. Ma è come se ora non esistessero più.
Vivevo di invidia e risentimento. Forse sono ancora oggi un po' così. Ma non è più così importante.
Volevo piacere. Ed ero invidioso di quelli che piacevano.
Volevo riuscire nella vita. Ed ero invidioso di quelli che riuscivano.
Tutto questo tormento non c'è più. Credo.
Ho bisogno della mia solitudine. Di quella solitudine che ho tanto detestato. E che detesto ancora.
Ho bisogno di fare le cose che sono veramente importanti per me.
Ho bisogno di cambiare. Ma senza la pretesa di sapere cosa c'è dopo. Senza il dovere di essere accettato dalla società.
Ho bisogno di esistere. Facendo solo quello che è naturale per me, non quello che è socialmente corretto.
Ho bisogno di tornare ad esprimere la mia identità.
Ho bisogno di me.
Sydney Carton
Risotto ai funghi
Non chiedetemi come è trascorso quest'ultimo anno, vi risponderei sgarbatamente e senza voglia. Non ci posso fare niente, è così.
Non posso inventarmi niente, è questa la verità.
Non chiedetemi come mi aspetto che sia il nuovo anno, in quel caso, non saprei rispondervi. Oppure si? potrei rispondere tenendo conto delle mie fantasie, delle mie voglie, dei miei desideri. uhm... no, non risponderò.
Di fantasia ne ho poca, di voglia, meglio non dire nulla. È l'intenzione che mi aiuta ad andare avanti. E i desideri?
Quelli sì, esistono, nella mia testa, nel mio cuore. Sono li, vivi.
Ma non chiedetemi di elencarveli, mentirei.
William Turner
Non posso inventarmi niente, è questa la verità.
Non chiedetemi come mi aspetto che sia il nuovo anno, in quel caso, non saprei rispondervi. Oppure si? potrei rispondere tenendo conto delle mie fantasie, delle mie voglie, dei miei desideri. uhm... no, non risponderò.
Di fantasia ne ho poca, di voglia, meglio non dire nulla. È l'intenzione che mi aiuta ad andare avanti. E i desideri?
Quelli sì, esistono, nella mia testa, nel mio cuore. Sono li, vivi.
Ma non chiedetemi di elencarveli, mentirei.
William Turner
Biscotti al cioccolato
Il cielo è scuro e il paesaggio è innevato. La fata si avvicina ed io non so il perché.
Lei mi parlava ed io la ascoltavo estasiato. Provavo strani sentimenti di ammirazione. Forse amore?
Volevo continuare ad ascoltarla. Volevo che mi parlasse ancora. Volevo la sua attenzione.
Così le ho raccontanto un sacco di bugie. Per non fare una brutta impressione. Mi sentivo solo e abbandonato.
Nonostante i miei sforzi la fata parlava sempre meno. Sempre meno.
Mi ha portato una scatola di biscotti al cioccolato e senza dire niente è svanita nel nulla.
Allo stesso modo in cui svaniscono i sogni.
Lei mi parlava ed io la ascoltavo estasiato. Provavo strani sentimenti di ammirazione. Forse amore?
Volevo continuare ad ascoltarla. Volevo che mi parlasse ancora. Volevo la sua attenzione.
Così le ho raccontanto un sacco di bugie. Per non fare una brutta impressione. Mi sentivo solo e abbandonato.
Nonostante i miei sforzi la fata parlava sempre meno. Sempre meno.
Mi ha portato una scatola di biscotti al cioccolato e senza dire niente è svanita nel nulla.
Allo stesso modo in cui svaniscono i sogni.
Sydney Carton
Io non odiavo te...
Sei lontana da me, artefice dei miei sogni migliori e realizzatrice dei miei incubi peggiori.
Senza aver fatto nulla sei stata tutto questo.
E io ti ho amata. E poi dicevo di continuare ad amarti.
Ma ti odiavo. Ti odiavo forte, perché tu non mi volevi.
E mi sentivo solo e abbandonato. Ho continuato a sentirmi così a lungo, anche quando non ne avevo ragione.
E mi ripetevo che eri unica, che solo tu potevi darmi la felicità. Solo una scusa. Per paura di essere felice davvero.
Scuse. Per darti la colpa di tutto. Per potermi lamentare e dire che se tu mi avessi voluto tutto sarebbe stato diverso.
La colpa è solo mia. O forse non è colpa di nessuno.
Una parte di me era in completo accordo con te, pensavo di non meritare nulla.
Ma poi mi sono svegliato. E mi sono reso conto che erano cazzate. Solo cazzate.
E che io non ti ho mai odiata, e probabilmente non ti ho nemmeno amata.
Era solo una parte di me. Una parte fragile che aveva bisogno di essere accettata da qualcuno.
Non odiavo te. Mi odiavo da solo.
Senza aver fatto nulla sei stata tutto questo.
E io ti ho amata. E poi dicevo di continuare ad amarti.
Ma ti odiavo. Ti odiavo forte, perché tu non mi volevi.
E mi sentivo solo e abbandonato. Ho continuato a sentirmi così a lungo, anche quando non ne avevo ragione.
E mi ripetevo che eri unica, che solo tu potevi darmi la felicità. Solo una scusa. Per paura di essere felice davvero.
Scuse. Per darti la colpa di tutto. Per potermi lamentare e dire che se tu mi avessi voluto tutto sarebbe stato diverso.
La colpa è solo mia. O forse non è colpa di nessuno.
Una parte di me era in completo accordo con te, pensavo di non meritare nulla.
Ma poi mi sono svegliato. E mi sono reso conto che erano cazzate. Solo cazzate.
E che io non ti ho mai odiata, e probabilmente non ti ho nemmeno amata.
Era solo una parte di me. Una parte fragile che aveva bisogno di essere accettata da qualcuno.
Non odiavo te. Mi odiavo da solo.
Sydney Carton
Non lo so
Eravamo col culo per terra io ed uno da centro sociale. Se ci fossimo parlati col cuore e senza ipocrisie forse su molte cose saremmo stati d'accordo. Ma io non voglio essere come lui.
Io non voglio essere come nessuno. Io voglio essere unico.
E allo stesso tempo non sopporto il peso dell'essere diverso. Perché anche se ogni tanto ti capita di toccare cime che gli altri non riescono nemmeno a concepire il resto è tutto cadere e farsi male.
Se fossi un tipo razionale per ogni caduta mi sarei chiesto cosa avevo da imparare e forse sarei cresciuto. Ma io non sono un tipo razionale.
Io sono sensibile. Io sono un bambino che piange. Io sono bloccato dalla mia sensibilità. La versione pubblica è che non voglio dare fastidio agli altri. La verità è che ho paura che il mondo mi faccia male. Di nuovo.
Ero lì col culo per terra. Sospettoso del tipo che mi stava vicino. Senza motivo poi. Poteva essere un amico.
E pensavo senza capire. Se la gente è davvero felice di abbracciare ideali nazionalpopolari o è solo un sorriso di facciata per nascondere la totale mancanza di speranza.
Non è interessante il perché, in realtà. Io voglio solo scappare lontano da tutto questo conformismo. Io voglio scappare da me stesso. Io non vedo via d'uscita.
Io non voglio essere niente. Io non voglio essere niente di quello che loro promuovono. Io però non ho più sogni.
Io non riesco a vestirmi col mantello elegante della mia diversità. Solo con l'umiltà della vergogna.
Io non so come si fa ad esprimersi. Io non lo so. Io non esisto.
Io non voglio essere come nessuno. Io voglio essere unico.
E allo stesso tempo non sopporto il peso dell'essere diverso. Perché anche se ogni tanto ti capita di toccare cime che gli altri non riescono nemmeno a concepire il resto è tutto cadere e farsi male.
Se fossi un tipo razionale per ogni caduta mi sarei chiesto cosa avevo da imparare e forse sarei cresciuto. Ma io non sono un tipo razionale.
Io sono sensibile. Io sono un bambino che piange. Io sono bloccato dalla mia sensibilità. La versione pubblica è che non voglio dare fastidio agli altri. La verità è che ho paura che il mondo mi faccia male. Di nuovo.
Ero lì col culo per terra. Sospettoso del tipo che mi stava vicino. Senza motivo poi. Poteva essere un amico.
E pensavo senza capire. Se la gente è davvero felice di abbracciare ideali nazionalpopolari o è solo un sorriso di facciata per nascondere la totale mancanza di speranza.
Non è interessante il perché, in realtà. Io voglio solo scappare lontano da tutto questo conformismo. Io voglio scappare da me stesso. Io non vedo via d'uscita.
Io non voglio essere niente. Io non voglio essere niente di quello che loro promuovono. Io però non ho più sogni.
Io non riesco a vestirmi col mantello elegante della mia diversità. Solo con l'umiltà della vergogna.
Io non so come si fa ad esprimersi. Io non lo so. Io non esisto.
Sydney Carton
i think i'm dumb maybe just happy
" perchè non mi guardi mentre ti parlo? "
" non ce la faccio "
" a far che? "
" a guardarti negli occhi! sono così vivi che mi uccidono. non riesco a reggere l'impatto "
" uhm.. e ora perchè sorridi? "
" credo di essermi innamorato "
" ... "
" ora sei tu a non guardarmi negli occhi "
" non ce la faccio "
" a far che? "
" a far finta di niente "
" hai paura? "
" credo di no.."
"e allora guardami negli occhi, perchè io guarderò i tuoi e questa volta non mi lascerò uccidere "
William Turner
" non ce la faccio "
" a far che? "
" a guardarti negli occhi! sono così vivi che mi uccidono. non riesco a reggere l'impatto "
" uhm.. e ora perchè sorridi? "
" credo di essermi innamorato "
" ... "
" ora sei tu a non guardarmi negli occhi "
" non ce la faccio "
" a far che? "
" a far finta di niente "
" hai paura? "
" credo di no.."
"e allora guardami negli occhi, perchè io guarderò i tuoi e questa volta non mi lascerò uccidere "
William Turner
Io
Riuscire a dire io è così semplice. Eppure così complesso.
Oddio, quando ti guardi intorno non sembra così difficile, sei circondato da persone che dicono io io io io io in continuazione....
Non deve essere difficile come sembra... E invece no. C'è modo e modo di dire io. Paradossalmente se non hai niente da dire urli io con tutto te stesso, in modo da attirare l'attenzione altrui. È molto diverso dal dire io per esprimere un messaggio che hai dentro.
Io mi sento vuoto dentro. Non so ancora cosa voglio essere. So solo cosa non voglio essere.
Forse anche io sono solo una scimmia urlante che vuole solo un po' di attenzione.
Tutto è così buio. Non si riesce a vedere nulla. Sono perso su questa strada... non vedo e nessuno mi vede... Non viene nessuno a salvarmi e da solo non ce la faccio...
Il buio. Sonno della ragione e dei sentimenti. Simbolo di un nichilismo che alla fine vince sempre. Non c'è niente, più niente da esprimere. Non c'è più il narcisismo del dolore. Non c'è più l'autoinganno dell'essere incompresi.
Buio e niente. Da questo non si tira fuori veramente nulla. Puoi solo continuare ad urlare io. Sperando che alla fine qualcuno senta...
Oddio, quando ti guardi intorno non sembra così difficile, sei circondato da persone che dicono io io io io io in continuazione....
Non deve essere difficile come sembra... E invece no. C'è modo e modo di dire io. Paradossalmente se non hai niente da dire urli io con tutto te stesso, in modo da attirare l'attenzione altrui. È molto diverso dal dire io per esprimere un messaggio che hai dentro.
Io mi sento vuoto dentro. Non so ancora cosa voglio essere. So solo cosa non voglio essere.
Forse anche io sono solo una scimmia urlante che vuole solo un po' di attenzione.
Tutto è così buio. Non si riesce a vedere nulla. Sono perso su questa strada... non vedo e nessuno mi vede... Non viene nessuno a salvarmi e da solo non ce la faccio...
Il buio. Sonno della ragione e dei sentimenti. Simbolo di un nichilismo che alla fine vince sempre. Non c'è niente, più niente da esprimere. Non c'è più il narcisismo del dolore. Non c'è più l'autoinganno dell'essere incompresi.
Buio e niente. Da questo non si tira fuori veramente nulla. Puoi solo continuare ad urlare io. Sperando che alla fine qualcuno senta...
Sydney Carton
Giulia
La guardavo mentre si sistemava i capelli.
I suoi lenti movimenti mi coinvolgevano.
Attentamente, si spostava il ciuffo che le copriva gli occhi.
E con altrettanta cura, poneva parte dei capelli dietro le
orecchie.
Poi, si lisciava le lunghe punte dorate. Ammirandole, fingeva
di pettinarle.
Infine, portò l’intera chioma su un unico lato del collo,
scoprendo l’altra.
E con molto amore, continuava a coccolarsi.
Quell’insieme di movimenti mi catturarono.
Le sue mani su quei folti capelli, e quel collo semi scoperto, mi eccitarono.
Avevo voglia di baciarlo, quel collo nudo, di morderlo, di possederlo.
Avevo voglia di baciarlo, quel collo nudo, di morderlo, di possederlo.
Il suo profumo arrivava forte, il suo calore mi prendeva.
Ero
perso, preso, per sempre.
Lei continuava ad amarsi, ed io, innamorato, la osservavo.
William Turner
William Turner
Pace e noia
Circondato da pace e noia. Il sogno dell'uomo moderno che corre sempre dove non vuole. E allora basta rumore, basta corse, basta tutto!
E allora adoriamo un piccolo paese sperduto in mezzo al nulla. C'è la droga e c'è la prostituzione. Ci sono i furti, gli stupri e gli omicidi. Ma finché nessuno vede è tutto ok. Tutto è pace e noia se hai occhi per non vedere.
Svastiche sui muri, con tutti i terribili significati che si portano dietro, vengono ignorate. Giovani che non hanno nulla si rifugiano in facili ideologie. Ma quando in tv c'è la satira sui fascisti stai tranquillo sul divano a ridere. Non pensi che il vuoto culturale di oggi è anche colpa tua? Non capisci che non c'è un cazzo da ridere? Ma a te che importa, sul divano hai pace e noia!
La sacra famiglia. Donne che vengono picchiate e violentate. Nessuno vede e nessuno sente. I panni sporchi si lavano in casa. Se no dove stanno la pace e la noia?
Andate a fare in culo voi, la vostra pace e la vostra noia.
Oggi i poeti vanno alla guerra.
E allora adoriamo un piccolo paese sperduto in mezzo al nulla. C'è la droga e c'è la prostituzione. Ci sono i furti, gli stupri e gli omicidi. Ma finché nessuno vede è tutto ok. Tutto è pace e noia se hai occhi per non vedere.
Svastiche sui muri, con tutti i terribili significati che si portano dietro, vengono ignorate. Giovani che non hanno nulla si rifugiano in facili ideologie. Ma quando in tv c'è la satira sui fascisti stai tranquillo sul divano a ridere. Non pensi che il vuoto culturale di oggi è anche colpa tua? Non capisci che non c'è un cazzo da ridere? Ma a te che importa, sul divano hai pace e noia!
La sacra famiglia. Donne che vengono picchiate e violentate. Nessuno vede e nessuno sente. I panni sporchi si lavano in casa. Se no dove stanno la pace e la noia?
Andate a fare in culo voi, la vostra pace e la vostra noia.
Oggi i poeti vanno alla guerra.
Sydney Carton
soma
Una volta le dissi, che se mai un giorno l’avessi rincontrata,
avrei voluto guardarla negli occhi e sorriderle, salutarla e ammirarla, tutto, nel
modo più sincero e voluto.
Ma con il suo vigliacco comportamento e la sua sciocca indifferenza, ho iniziato a pensare, che se mai un giorno l’avessi rincontrata, l’avrei inizialmente guardata e poi ignorata, tutto nel modo più forzato e bugiardo.
Ma con il suo vigliacco comportamento e la sua sciocca indifferenza, ho iniziato a pensare, che se mai un giorno l’avessi rincontrata, l’avrei inizialmente guardata e poi ignorata, tutto nel modo più forzato e bugiardo.
Quel giorno poi è arrivato e la mia speranza, è stata
sanata.
Tutto quello che ho saputo fare però, è stato nascondermi.
Per agitazione, per vergogna, per paura. Si, ho avuto paura, tanta paura.
Era impossibile farsi avanti. Non avrei potuto reggere l’impatto con i suoi occhi di ghiaccio, e il suo viso dolcemente delineato, e le sue piccole labbra calorose. No, non c’è l’avrei fatta, non sarei sopravvissuto.
Per agitazione, per vergogna, per paura. Si, ho avuto paura, tanta paura.
Era impossibile farsi avanti. Non avrei potuto reggere l’impatto con i suoi occhi di ghiaccio, e il suo viso dolcemente delineato, e le sue piccole labbra calorose. No, non c’è l’avrei fatta, non sarei sopravvissuto.
Ora, provo solo a immaginare.
William Turner
io e te
Il temporale è passato e lentamente, percorro la via verso
casa.
Pensieri positivi affiorano nella mia testa,
e tra un passo
e l’altro, osservo quello che l’acquazzone ha lasciato.
Rami spezzati e foglie colorate mi si presentano davanti,
mentre pozzanghere
curiose, tentano di ostacolarmi.
La luce del sole, ora risorto, illumina il mio cammino,
e la sua energia, stimola
la mia ispirazione.
In questo insieme di immagini e colori,
non vedo altro che
il tuo corpo nudo danzare,
sognando
quel dolce suono che ti guida,
e che racchiude, questo mio quadro immaginario.
William Turner
Cercare nell'abisso
Vago per le vie fuori dal
centro
Cerco il perdono e la
riabilitazione
Saprei come mi chiamo se
solo non avessi cancellato il passato,
vedrei il disastro che sto
combinando!
Per questo, son sicuro, so
il motivo del mio castigo
e so pure come uscirne....
Solo che è difficile
senza armi tra le mani.
Dovrei solo evadere e
riempirmi la testa di tutte le bellezze!
Se evadessi dal mio
squallore allora saprei riscoprirmi vivo,
saprei che son qui per un
motivo
Cerco solo un perdono
Robert Witman
Robert Witman
14.14
C’erano sere dove me ne stavo fuori in balcone a bere birra
e a pensare.
Me ne stavo li seduto a fantasticare e a ricordare.
L’aria fresca mi rilassava e la birra, a suo modo, mi calmava.
Mi capitava di piangere, di voler urlare, ma mi limitavo a
fare silenzio e guardare il cielo. A volte era limpido e stellato, e allora piangevo di più, altre
era grigio e triste, e... era un pianto straziante il mio, quasi insopportabile. Era vero.
Il cielo era vero, sereno e avvenente.
Soffrivo molto quelle sere, era doloroso, ma insistevo a
passarle in quel modo.
In un certo senso mi piaceva, mi serviva. Non so perché, ma
mi colmava.
Adesso non è più così. Qualcosa è cambiato, io sono
cambiato.
Eppure, sembra che quelle sensazioni e quelle sere mi
manchino. Mi mancano perché mi sentivo vivo e esanime allo stesso tempo.
Erano un misto di emozioni che mi facevano vivere attimi incredibilmente
piacevoli. Ora, invece, non sento più niente. La delusione e il dispiacere, come
l’amore e il calore, sono ormai lontani e passati. Quello che vorrei, dunque, è fragile, instabile e debole. Ma non
ho più la forza di alzare gli occhi e piangere.
William Turner
something is on
Il suo sguardo sperato incrociò il mio inaspettato,
pochi attimi e solite attenzioni.
Il suo sorriso
accese i miei occhi sorpresi e stregati,
il mio imbarazzo,
esaltò la sua improvvisata e sana naturalezza.
Un breve cenno di
saluto e poi via, distanti come prima,
in un insieme di pensieri e fantasie.
William Turner
I don't have my sweet memories anymore
Niente è come prima, sbiadito
Tutto appare lontano, memoria
Mai più, non più, niente è definito
Nè resta il ricordo della mia gloria
Dal bel volto fui preso e stregato
Nel dì lontano di mia giovinezza
Colto improvvisamente dal fato
Io adorai, donna, vostra bellezza
Ma oggi l'incantesimo è sciolto
Nè resta più traccia del mio amore
Lontane le lacrime dal mio volto
Restai ad aspettare con dolore
Dallo scorrere del tempo travolto
Più morto che vivo senza un cuore
Tutto appare lontano, memoria
Mai più, non più, niente è definito
Nè resta il ricordo della mia gloria
Dal bel volto fui preso e stregato
Nel dì lontano di mia giovinezza
Colto improvvisamente dal fato
Io adorai, donna, vostra bellezza
Ma oggi l'incantesimo è sciolto
Nè resta più traccia del mio amore
Lontane le lacrime dal mio volto
Restai ad aspettare con dolore
Dallo scorrere del tempo travolto
Più morto che vivo senza un cuore
Sydney Carton
Sensibilità
Sensibilità, la mia croce
ma mai la mia spadaguardarsi dentro
e sapere che hai qualcosa di grande da dare
ed ignorarlo, no...
non ignorarlo, subirlo
come un grosso peso da portare sulle spalle
consapevolezza
che quello che ho dentro è un dono raro e prezioso
per me e per gli altri
sfiducia
in me stesso
incapace di accettare il mio dono
di ridarlo indietro al mondo
debolezza
così debole da non sopportare il peso della mia spada
da non riuscire a combattere
da trascinarmela dietro come se fosse una croce
Milano Cadorna, centro città
Il cielo è buio e la città è fredda. La gente corre verso la
stazione, verso i treni. Verso casa. Io sono l'unico che non corre, l'unico che
procede lentamente. Non ho nessuno che mi aspetta. Solo io, circondato da gente
di fretta e dalla musica del mio iPod.
Prendo posto su questo treno che non va da nessuna parte.
Un'altra giornata se ne è andata, senza riuscire a colmare questo vuoto
interiore. Sensibilità senza amore. Talento senza espressione. Giornate che si
succedono così, tutte uguale. Senza che accada mai niente di veramente nuovo.Nel vagone una donna urla e piange. Implora il silenzio, grida a tutti di tacere perché ha mal di testa. Disperazione. Io me la porto dentro e lei me la tira fuori.
Ma non importa. Il mondo va avanti e il treno avanza nella sua corsa verso il nulla. E io mi domando se arriverò mai a casa. Se esiste un posto in cui sentirsi a casa.
Vicino a me spesso ci sono questi tizi con le giacche e le cravatte. Ringalluzziti dalle loro mediocri tresche in ufficio. Fieri delle loro routine quotidiane. Domenica tutti in Chiesa. In un mondo in cui l'amore si compra e la felicità si pesa in grammi loro sono fieri del loro pezzettino di nulla.
E io voglio scendere. Anche se là fuori non c'è nessuno che aspetta solo me. Anche se non ho un posto dove andare. Anche se non so ancora dove voglio andare. So solamente che il mio pezzettino di nulla non basta più.
Sydney Carton
Alla nostra!
“..secondo te sono pazzo io? ”
È così che Henry aveva iniziato il discorso.
Pensavo di conoscerlo bene, Henry, ma mi sbagliavo.
Era una calda e noiosa sera d’estate ed Henry mi stava aspettando
al solito bar vicino casa. Era un bar tranquillo, semplice. Un buon posto per parlare, per bere.
La musica era bassa e piacevole, quasi non si sentiva, e dava quel
qualcosa in più all’atmosfera, e le cameriere erano delle vere bombe sexy.
Henry ed io andavamo spesso in quel bar, passavamo gran parte
del nostro tempo li.
Era come se quel posto ci attirasse, e noi ci
facevamo attrarre. Era come entrare in un’altra dimensione.. ci staccavamo per
qualche ora da quel mondo che ci teneva prigionieri.
Era bello andare li.
Ci sentivamo liberi.
Henry era già li, ed era seduto a un tavolino messo in un angolo,
isolato, distaccato dagli altri tavoli del locale.
Era strano vederlo li. Di solito voleva vedere chi entrava e chi
usciva, per adocchiare qualche sventola di ragazza, e sceglieva sempre il
tavolo migliore.. per lui ovviamente.
Ma quella sera se ne stava li, seduto nascosto, lontano. Come se
non gli importasse più nulla.
Era impotente, insicuro.. impaziente. Mi avvicinai.
“ Hei Henri! ma che cazzo fai qui? Fa schifo sto posto!
Non si vede neanche la tipa dietro al bancone. E lo sai che voglio vedere
la tipa dietro al bancone”.
“ Siediti Bill.. non rompere il cazzo.”
“ Va bene. Ma ordiniamo da bere”.
Mi voltai e chiamai Eléna, una delle sexy cameriere, la preferita
di Henry. Era bella si, ma c'è ne erano tante come lei in giro. Almeno per me.
Eléna arrivò con quei suoi due grossi occhi marroni e lucenti e
con quella sua camminata sensuale inconfondibile. Ci guardò e ci chiese cosa
volevamo.
Ordinammo vodka liscia con ghiaccio.
“Dimmi Bill.. . secondo te sono pazzo io?” Mi chiese Henry.
“ Perché mi sembra di far parte di un altro mondo.. forse vengo da
un altro pianeta..dici che è possibile?”.
“Non mi ritrovo per niente in quello che questo mondo ha da
offrirmi”.
“Perché dici così?" Gli risposi, con aria incredula.
Poi aggiunsi:" Hai una bella
casa, un famiglia che ti vuole bene, un gatto che non ti rompe i coglioni, un
lavoro che ti da tante soddisfazioni, una macchina tua, una ragazza. Cosa ti
manca? Cosa ti porta a sentirti così… escluso..?”
“ Si quello che dici è vero ma… non mi riempie tutto
questo”.
“ Mi sento pieno ma non sazio, ecco.. una roba del genere,
capisci?”.
“ Certo che ti capisco, mi sembra di sentire me figa.”
“ Ho voglia di stare da solo. Di sbrigare le mie cose. Di pensare
a me stesso.”
“ Cazzo!”.
“ Vorrei dipingere e basta. Vorrei visitare posti
sconosciuti..
.. conoscerli e rappresentare quello che vedo, quello che sento,
quello che provo.
Sto troppo bene quando siamo solo la tela ed io.
Mi perdo in lei, in quello che disegno.
Mi sento vivo in quel momento”.
“ Ti capisco.”
Intanto la vodka era arrivata, e Eléna dopo aver
posato i bicchieri sul tavolo ci salutò con un sorriso che accese
quel suo viso dolce e semplice. Noi ricambiammo.
“ Alla tua Henry” – “Alla tua Bill!”. Bevemmo alla goccia.
“è sempre più forte questa roba…” dissi strizzando l’occhio e dando due colpi di tosse, poi proseguii..
“ comunque Henry sono contento
di sentirti dire queste cose, hai le palle.
Quanti rimangono attaccati a persone o a situazione
per paura di osare? Tutti!
Quindi adesso che hai queste sensazioni, prendile e
trasformale in qualcosa di concreto.
Non è facile, lo so, ma cazzo.. è la tua vita.
Io sono diverso da te.. abbiamo hobby diversi,
passioni diverse..
la pensiamo diversamente su tante cose...
ma sai cosa mi piace di te, di noi?.. che applichiamo gli stessi
concetti e pensieri su aspetti della nostra vita che non c’entrano l’uno con
l’altro.
Noi non ci copiamo nel modo di essere, di apparire. Non siamo come
quegli stronzi là fuori.
Noi ci assomigliamo nella nostra naturalezza e semplicità.”
“ Cazzo è vero Bill!.. brindiamo! "
" E a cosa? "
" Agli stronzi là fuori".
" Ahah.. va bene! "
Ordinammo nuovamente da bere. Ancora vodka liscia con
ghiaccio;
e toccò sempre a Eléna servirci.
Arrivò subito..con il suo sorriso e le sue curve..e la vodka.
" Alla nostra vecchio mio!” Disse Henry, con un'aria più
serena.
“ Alla nostra!" Risposi io, con l'aria di sempre.
" sta vodka mi ucciderà prima o poi ”. Aggiunsi.
“ ahah..bè, sicuramente sarà una morte migliore di tante altre,
no? ”.
“ oh si!”
“Hey Henry, perchè non ci facciamo chiudere qua dentro?!
non è male, qui.. io, te, la vodka, le cameriere.. ”.
“ No.. cambiamo posto però.. da qui non si vede un cazzo! ”
William Turner
He's gone
Lui se ne è andato. Accontentarsi del passato è l'unica prospettiva rimasta.
Ci sono giorni che non vorresti vivere mai. Eppure arrivano. L'ultimo istante in cui non vuoi andartene. E devi andare via, lasciando che il tuo amico spicchi il suo volo da solo.
L'ultimo abbraccio fra le lacrime, dunque. Forse l'ultimo sul serio.
Vivendo in un istante doloroso, impossibile da spiegare a parole.
E poi volare via. Accontentandosi del passato. Con gratitudine e senza rimpianti.
Andare via, portando con sè lo spirito e la memoria di un amico.
Ci sono giorni che non vorresti vivere mai. Eppure arrivano. L'ultimo istante in cui non vuoi andartene. E devi andare via, lasciando che il tuo amico spicchi il suo volo da solo.
L'ultimo abbraccio fra le lacrime, dunque. Forse l'ultimo sul serio.
Vivendo in un istante doloroso, impossibile da spiegare a parole.
E poi volare via. Accontentandosi del passato. Con gratitudine e senza rimpianti.
Andare via, portando con sè lo spirito e la memoria di un amico.
Sydney Carton
Domani
Domani mattina ci svegliamo e tutto questo sarà finito.
Domani sarà tutto diverso. Il primo pensiero della giornata sarà la vita, non
spread, banche o altre cazzate. Domani penseremo al bello e non all'utile.
Verrà un vecchio lampadato con i capelli tinti. Lo vedremo
per quello che è, un povero miserabile. Rivendicherà il suo posto di grande
capo e gli rideremo in faccia. Tutti. Gli diremo di cercare fonte di
sostentamento in quei pezzi di carta con scritti dei numeri. Gli diremo che
l'oro è solo una pietra e se gli piace così tanto può ficcarsela su per il
culo.Vivremo. Vivremo veramente. Non come pedine in mano a scacchisti impazziti. Come persone vere. Con i nostri sentimenti e i nostri pensieri.
No, non è vero niente. Domani sarà la solita giornata del cazzo come oggi. Diremo che lavorare fa schifo. E l'unica cosa che saremo in grado di sognare sarà il posto fisso e un debito da pagare vita natural durante.
Ammireremo scacchisti impazziti e squallidi vecchi lampadati. Gli daremo i migliori onori possibili, professori e presidenti.
Ed in fondo va bene così. Domani c'è la partita e la mamma fa la parmigiana. Chi sta meglio di noi?
Sydney Carton
Things will never change. I will never change.
Come vanno le cose l'avevo già capito da tempo. Il fatto è che non mi fidavo dei miei giudizi, o meglio delle mie sensazioni.
Cose che non hanno nessun valore vengono esaltate. Cose importanti che vengono ignorate. Il mondo va in questa direzione. E io non voglio cambiarlo, anche perché non sarei nemmeno in grado di farlo...
Circondato da una massa che scappa da una realtà troppo difficile da cambiare. Una fuga verso il brutto, verso la via più facile. Un vuoto esistenziale che non si batte in nessun modo. Neanche nella fuga verso atteggiamenti compulsivi, teoricamente edonisti di fatto rozzi e volgari.
Tutto questo mi ha sempre fatto schifo. Non sono giudizi, solo sensazioni. Solo una forte sensazione di nausea nei confronti del pressapochismo dominante.
E poi pietà, per tutti questi maestri di vita. Che non hanno nessuna idea di come cercare il bello, di come godere della vita. Parlano lo stesso, cercano di guidarti nella loro ricerca del brutto e del mediocre. Parlano in continuazione e non c'è verso di fermarli...
Il mondo va in questa direzione. Ed io non voglio cambiare per adattarmi. Ci ho provato e non sono in grado di farlo...
Sydney Carton
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